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martedì

La biblioteca, una storia africana (una su un milione...)






E` per me una grande fortuna avere quella biblioteca nelle vicinanze. Oltre ad alcuni giornali che vengono acquistati settimanalmente, ci sono moltissimi libri recenti, tutti provenienti dagli Stati Uniti. Libri usati, ma in ottimo stato, come nuovi. Cosi`, alla biblioteca ci vado 2-3 volte la settimana e in breve tempo sono diventato fan di Michael Connelly e del suo Harry Bosch, il poliziotto col pallino dei casi irrisolti.
Edificata nel 2009 da un americana di nome Debra che vive in Tanzania, la biblioteca e` la perfetta immagine del lavoro svolto dalle NGO straniere in Africa. Si tratta di un investimento sproporzionatamente grande rispetto alla realta` esistente.
Di seguito, ho provato a fare una sintesi della situazione:
1-I libri negli scaffali sono tutti in inglese, ma gli abitanti di Imbaseni che lo parlano sono pochissimi; purtroppo molti di loro sono illitterati.

2-In tutta la nazione non esiste una biblioteca di qualita` paragonabile a quella di Imbaseni. Non a Dodoma ( la capitale), non a Dar Es Salaam e nemmeno ad Arusha. Lo so perche` le ho visitate personalmente piu` volte.

3-Secondo quello che c`e`scritto nel volantino presente all`entrata, il budget della biblioteca e` di 15000 dollari l`anno. La cifra serve  coprire le spese di manutenzione e a pagare gli stipendi di 5 dipendenti. Anche questo mi sembra una follia visto che tutto il denaro in questione proviene dai donatori, e la struttura non ha nessun elemento di autonomia (ad eccezione di un piccolo pannello solare sul tetto) Questo significa che se domani i donatori si stancassero di aprire il portafoglio la biblioteca smetterebbe di funzionare.

4-Secondo gli standard tanzaniani, 15000$ e` una bella cifra, basterebbe a pagare lo stipendio annuale di ben 25 insegnanti di una qualiasi scuola elementare statale.

5-La gestione della biblioteca e` carente. Dei 5 lavoratori assunti (numero esagerato), soltanto la donna delle pulizie fa il suo dovere. Gli ambienti sono puliti e curati, giardino compreso. Ma gli altri 4 non fanno nulla. Se ne stanno seduti dietro la scrivania a chiaccherare oppure a perdere tempo su facebook, visto che hanno a disposizione 3 portatili (che dovrebbero essere per gli utenti della biblioteca), anche questi provenienti dai donatori.
Sono pure razzisti perche` una volta ho chiesto loro di poter usare internet per 5 minuti, volevo leggere la notizia della nave italiana affondata, quella di VADA A BORDO CAZZO! Loro pero`, dopo aver guardato il pavimento per un po`, mi hanno risposto -tu europeo, non potresti andare in un internet cafe`, abbiamo del lavoro da fare qui- una risposta abbastanza scortese se si considera che l`internet cafe` piu` vicino si trova a 6 km di distanza 2,5 a piedi e poi 3,5 con l`autobus (MA VA CIAPA` I RATT)

6-Continuando sulla gestione carente: quando vuoi prendere in prestito un libro, gli impiegati, non fanno nemmeno lo sforzo di compilare il registro. Te lo sbattono li sul tavolo, te lo devi aprire e compilare da te, quel quadernone sudicio e indegno di essere considerato un documento ufficiale di una biblioteca. Durante la compilazione (come prima e dopo, ovviamente) gli impiegati non smettono mai di farsi i fatti loro.

7-Le cose vanno diversamente quando Debra, la fondatrice, passa di li. Allora i grandi lavoratori scattano sull`attenti e rispondono cortesemente agli utenti.

8-Jifundishe, il nome della biblioteca o non so, del progetto, in swahili significa impariamo da noi, un bellissimo nome per un progetto del quale mi rendo conto di essere il maggiore beneficiario. Ieri ho controllato il registro dei libri presi in prestito e sulla colonna di sinistra c`e` ripetutamente scritto soltanto il mio nome.

9-Chissa` che cosa penserebbero i donatori americani se sapessero che i loro magnifici romanzi (per adesso) sono letti soltanto da un muzungu italiano, un tizio che si aggira da qualche parte...in Africa.

10-La biblioteca e`fantastica, un paradiso. Il giardino e`confortevole e ombreggiato da alcuni grandi e bellissimi alberi. Ogni mese arrivano libri nuovi e anche riviste abbastanza recenti di National Geographic (con uno scarto di 4-5 mesi).
In questi giorni sto leggendo The Lincoln Lawyer (certo, e` un altro di Michael Connelly), la storia di un avvocato di Los Angels, Mr. Haller. Nella storia, questo Haller dice che la piu`grande sfiga che puo` capitare ad un avvocato e` quella di dover difendere un uomo veramente innocente. Perche`, se le cose andranno male e l`innocente andra`a finire in galera, la vita dell`avvocato sara` fottuta per sempre.


-The law was not about the truth. It was about negotiation, amelioration, manipulation. I didn`t deal in guilt and innocence, because everybody was guilty. Of something. But it didn`t matter because every case I took on was a hause built on a fondation puored by overworked and underpaid laborers. They cut corners. They made mistakes. And then they painted over the mistakes with lies. My job was to peel away the paint and find the cracks. To work my fingers and tools into those cracks and widen them. To make them so big that either the house fell down, or failing that, my client slipped trought. Much of society thougth of me as the devil, but they were wrong. I was a greasy angel. I was the true road saint. I was needed and wanted. By both sides. I was the oil in the machine. I allowed the gears to crank and turn. I helped keep the engine running- Tratto da The Lincoln Lawyer, Michael Connelly.



http://www.youtube.com/watch?v=oP_14rtswaU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=AdVdCI5avHI

sabato

Shoprite e dintorni



I want a thousand guitars
I want pounding drums
I want a million different voices speaking in tongues (B.S. Radio Nowhere)

Qualche giorno prima a Dar Es Salaam c`era stata un`alluvione. Una cinquantina di morti, centinaia di feriti, migliaia di sfollati. Gli argini dei fiumi e i canali di scolo non avevano retto e l`acqua aveva letteralmente inondato molte zone residenziali e sovrafollate della citta`. Alcuni anziani residenti dichiaravano di non aver mai visto una situazione del genere negli ultimi 30 anni, ponti distrutti e case sommerse fino al tetto.

Ad Arusha invece, dove mi trovavo quel venerdi mattina, la situazione era ben diversa. La siccita` aveva messo in ginocchio gli agricoltori che adesso si rivolgevano agli stregoni per salvare il raccolto. Tutti speravano che le grandi piogge di Dar Es Salaam salissero fino al nord e portassero un po`di sollievo. Solitamente andavo ad Arusha il meno possibile. La citta` era brutta, sporca, ed era stata classificata tra le prime 10 peggiori del mondo, una top ten di tutto rispetto visto che era stata pubblicata dall`autorevole Lonely Planet, l`editrice delle guide per viaggiatori-zaino-in-spalla. Nonostante cio`, oltre ai turisti che volevano andare nel Serengeti a vedere gli animali, Arusha attirava molti stranieri, cioe` i lavoratori delle NGO che seguivano l`inarrestabile El Dorado, il flusso di soldi proveniente dai paesi donatori, e anche imprenditori, soprattutto indiani, arabi e cinesi. L`edilizia e la cementificazione senza regole (e senso estetico) era il grande business.

Quella mattina mi trovavo in citta` perche`non avevo altra scelta, cioe` dovevo comprare una muta di corde per la mia chitarra acustica. Cosi`, dopo aver schivato i soliti collosi venditori di armi masai, pitture rupestri e chissa` cos`altro -don`t need to buy none of your gold chains today- arrivai nel complex dello shoprite, dove appunto si trovava il negozio di strumenti musicali. Era il 23 dicembre e c`erano addobbi dappertutto, alberelli e gingilli di ogni genere che cercavano di ricreare l`atmosfera natalizia in un paese tropicale. Una missione non facile, pensavo...Improvvisamente, un rumore assordante attiro` la mia attenzione: si trattava di un camion con il logo della vodaphone che sostava davanti al cancello del complex. Sul cassone si esibivano due ballerine e un ragazzo annunciava al microfono l`ennesima promozione telefonica. Dalle casse dell`impianto audio usciva la solita orrenda musica hip-pop, rap afroamericano, cioe` musica brutta per ascoltatori idioti. In alternativa a quella spazzatura c`era la straziante e lamentosa voce di Bob Marley”Buffalo soldiers..OHI OHI OHI...”

Nel corso degli anni avevo imparato a difendermi da quella robaccia. La mia strategia era che ogni volta che avvertivo nelle vicinanze la presenza di quella monnezza, tiravo fuori il mio mp3 e, come antidoto, ascoltavo una qualsiasi traccia della mia library. Poteva essere Robben Ford, Eric Clapton, Elio e le storie tese, Tommy Emmanuel, Davide Peron, Zucchero, BBking, Timoria, Battiato, Nguyen Le`, Dave Matthews Band, Stefano Bollani, Negrita, Ennio Morricone, Negramaro...Quel gesto, al quale attribuivo un significato quasi religioso, era diventato consuetudine. Pero`, quando indossavo le cuffie e premevo play mi rendevo conto di essere un po` folle, perche` davvero pensavo che la voce rock di Bruce Springsteen avrebbe riportato la luce in mezzo a quelle tenebre.

Dopo la “disintossicazione”entrai nel negozio e comprai le corde. Il gestore, Mr. Mapunda mi disse che era appena tornato da Dubay dove aveva acquistato tutto quello che si vedeva nel negozio: principalmente mixer, casse, tamburi e chitarre, tutto rigorosamente made in china. La merce non era male, i prezzi pero` mi sembravano esagerati. La chitarra classica piu` economica, senza custodia veniva 90$, mentre in Italia si poteva tranquillamente trovare a 30-40euro. -I prezzi  salgono, tutto aumenta!- Disse Mapunda in risposta alla mia osservazione -per andare a Dubay ho speso 700$, pero` che fantastica citta`, strade, elettricita`, acqua pulita, grattacieli, che paradiso! E ci sono tanti soldi, affari per tutti. Il mondo e` a Dubay!- Mapunda mi disse anche che voleva ampliare il negozio e utilizzare una stanza per aprire una scuola di musica, mi avrebbe offerto un lavoro ad un compenso ragionevole.

Uscito dal negozio, mentre leggevo un messaggio sul cellulare e pensavo ancora ai  lussuosi palazzi di Dubay, incontrai un tale di nome Jangala. Questo Jangala non e`che lo conoscessi veramente, un po` di tempo prima lui mi aveva fermato per strada, si era presentato come rappresentante della vodaphone e aveva provato a vendermi un blackberry. Cosi`,avevo capito che il suo vero lavoro era quello di piazzare merce rubata, un`occupazione abbastanza comune da quelle parti. Tuttavia, siccome questo Jangala era alto 2metri e abbastanza educato, non l`avevo mandato a quel paese, quella volta me l`ero tolto di torno con un paio di battute.

-Oh amico come stare, io trooppo contento di vederti!- Parlava un po` italiano perche` aveva lavorato come guardiano notturno in Kenya, in un albergo di Malindi -Ah io trooppo contento in questi giorni perche` ho fidanzata americana! Lei moolto grassa, grassissima, piace tanto fare amore con me! Tutti i giorni! Guarda sua foto in mio telefono- effettivamente la ragazza era carina di faccia, ma piccolina e molto molto abbondante, non meno di 150kg, pensai. Feci per andarmene, ma quello insisteva -Amico italiano, io ti conosco, ti ho visto qui in giro, tu piace Africa! Tu camminavi con bella ragazza nera la settimana scorsa. Io adesso voglio tu trovi vera fidanzata africana. Si, io ti presento mia amica. Io conosco lei e sua famiglia, lei idossare velo perche`mezza indiana. Suoi genitori molto ricchi, suo padre ogni tanto fa indossare lei una cavigliera d`oro! Dai organizziamo un pranzo, io te e le nostre ragazze!

-ok Jangala, ci sto`-dissi incuriosito dal particolare della cavigliera. - la tua proposta e` interessante, presentami la tua amica e andiamo a mangiare una pizza.- (Non so perche`, ma quella storia mi ricordava...un film erotico che avevo visto circa 20 anni fa! A casa di un mio amico, grande esperto di quel genere cinematografico. Adesso mi sfugge il titolo del film, ma mi ricordo che c`era Rocco che dopo un lungo viaggio in Asia si faceva una regina...)

-Aspetta, aspetta amico, ho un`altra cosa da mostrarti, una cosa segreta, tu pero` non devi dire a nessuno – si avvicino` e mi porse il telefonino. Mi aspettavo di vedere una donna nuda oppure un video della sua amichetta cicciona...invece no! La foto ritraeva un`immagine probabilmente scaricata da internet, un teschio addobbato con il velo e la falce, la classica raffigurazione della morte... ma per puro caso sapevo che non si trattava di cio`: l`immagine si riferiva a Holy Death o meglio conosciuta come la Santa Muerte.

La settimana precedente, alla biblioteca di Imbaseni avevo trovato una rivista di National Geographic del maggio 2010, e avevo letto un reportage che parlava appunto della Santa Muerte. Un vero e proprio fenomeno sudamericano che coinvolgeva decine di migliaia di seguaci. La Santa Muerte e` oggi considerata una specie di Padre pio o Madonna di Lourdes, la protettrice dei peggiori peccatori, l`ultima ancora di salvezza dei senza causa. Non si tratta di una moda passeggera dei giovinastri appartenenti alle varie gang criminali, ma di un vero e proprio culto con tanto di sacerdoti e chiese. L`origine del fenomeno e` incerta, alcuni dicono provenga dagli Yoruba (etnia nigeriana, l`origine sarebbe quindi africana) altri invece la collocano nella tradizione hispanica-colombiana. Nell`articolo del National Geographic, un detenuto messicano che aveva la Santa Muerte tattuata nel braccio diceva piu` o meno cosi`- La santa muerte e` sempre con te, non ti lascera` mai. Mia madre mi ha detto che se un giorno dovessi uscire di prigione non dovro` piu` tornare a casa o incontrare alcun mio familiare. Ma nonostante tutti i miei peccati la Santa Muerte sara` sempre con me e mi proteggera`, perche` lei avra` bisogno di me un giorno- Quello della Santa Muerte era soltanto uno dei nuovi culti che imperversava in America latina, terra di smisurata crescita economica, sanguinarie guerre tra narcos e, naturalmente, poverta`. Un altro culto molto popolare era quello di Jesus Malverde, detto il narco-santo, un fuorilegge leggendario, un Robin Hood che un centinaio di anni fa fu impiccato della polizia messicana. Anche per questo Malverde venivano edificate chiese e santuari. Probabilmente, la ragione dell`ossessionante  ricerca di santi protettori stava nel fatto che da quelle parti, la vita era veramente dura e si tirava a campare tra mille difficolta`. Come in Tanzania del resto, dove invece di pregare el Malverde si interpellavano gli stregoni e gli antenati.

Jangala mi disse che teneva la foto della statuetta nel telefonino come reliquia, il corrispettivo del santino nel portafoglio. -Io sono cristiano!- aggiunse in tono quasi difensivo- Prego Dio tutti i giorni, ma anche la Santa Muerte perche` mi protegge nella strada ed esaudisce i miei desideri, perche` sono desideri positivi! E` merito suo se ad esempio ho incontrato la mia fidanzata americana! Eh Si! Anche tu amico italiano dovresti pregarla qualche volta. Tu bravo! Io gia` visto! Dai, prova a pregarla qui davanti a me  ed esprimere un desiderio!-

Cosi`, per stare al gioco, e soprattutto per levarmi di torno quel Jangala-negro-alto-2 metri, alzai le braccia al cielo, come di solito fanno gli africani in chiesa. Guardai verso il cancello dello shoprite e vidi che c`era ancora nei paraggi il camion della vodaphone che sparava a tutto volume la musica-spazzatura...non ci pensai due volte e dissi -Oh La Santa Muerte, per favore, proteggimi dall`orrendo hip-pop e dalla straziante e lamentosa voce di Bob Marley!- non feci in tempo ad abbassare le braccia...che la musica-spazzatura era scomparsa! Non credo per effetto della Santa Muerte, ma perche`una macchina aveva tamponato violentemente il camion, e il generatore che faceva funzionare l`impianto audio era rovinosamente finito sulla carreggiata. Una piccola folla si era gia` radunata li intorno e discuteva le responsabilita` dell`incidente. Facendomi il segno della croce due volte, salutai Jangala-negro-alto-2metri, dopo avergli promesso che il giorno seguente ci  saremmo incontrati e avrei conosciuto la ragazza dalla cavigliera d`oro.

Poi, entrai nel supermercato dello shoprite, almeno li ero al sicuro e non sarei stato braccato da  altri scocciatori. Non avevo nulla da comprare, ma alla fine, gironzolando tra gli scaffali, presi qualcosa per sistemare il gargaroz: una Guinness ghiacciata, un panin, 2mars, 2kit-kat, e 2bounty. Dubbioso mi chiedevo se tutta quella roba in colpo solo non mi avrebbe fatto male...

Ma no, che diamine...era Natale!



http://www.youtube.com/watch?v=MtrOYsNCPmg

lunedì

Aspettando che l`acqua si muova



La sua voce era terribile, inascoltabile, al limite della sopportazione. Anche le casse dell`impianto audio sembravano non tollerare quelle frequenze quasi disumane che andavano oltre qualsiasi pezzo di musica Death Metal (senza offesa per la musica Death Metal). Eppure davanti a lei c`era una folla numerosa che ascoltava attentamente e si faceva coinvolgere. Con una voce che sembrava salire dalle viscere dell`inferno inizio`il suo sermone: sono venuta per dirvi che...il demonio non vincera`! Il signore mi ha inviato qui per dirvi che...le vostre catene saranno spezzate e sarete liberi! Gesu`Cristo Gesu`Cristo Gesu`Cristo... Lei gridava versi dell`antico testamento e agitava le braccia. La folla esultava oppure taceva impaurita. I piu` coraggiosi, si recavano sotto il palco per farsi toccare e per ricevere una particolare benedizione. Lei  allora afferrava il soggetto per il cranio e urlava una preghiera che veniva diffusa dal microfono e dalle casse dell`impianto. Adesso era il turno di una giovane ragazza. Quasi subito quella si mise a piangere e strillare, poi cadde a terra priva di sensi. La folla allora commentava: Guardate! I peccati, i suoi peccati l`hanno fatta cadere!
Non era la prima volta che assistevo a quelle esibizioni. Si trattava dell`ennesimo incontro di preghiera organizzato dalla chiesa pentecostale. Sarebbe durato una settimana, e cigliegina sulla torta, quei ministri di dio, cosi` si definivano gli organizzatori dell`evento, avrebbero alloggiato nella casa accanto alla mia. Da un lato ero disturbato dalla loro presenza perche`sapevo che erano personaggi un tantino intrusivi e soprattutto rumorosi, ma ero anche curioso di vedere da vicino quegli strani predicatori, avrei potuto conoscerli e magari discutere con loro, cioe`divertirmi a controbattere un po` le loro presuntuose convinzioni. Mi aspettava una settimana di urla, strilli, esorcismi e  presunte guarigioni.
Il protagonista principale di quella farsa religiosa era Wilma, (disturbo di personalita` borderline con marcati tratti antisociali) una signora che veniva da Morogoro, una citta` storicamente sede di molte missioni cristiane, fin dai tempi del colonialismo tedesco. Conobbi Wilma e i suoi collaboratori il giorno successivo al loro arrivo. Avevano appena terminato la loro prima celebrazione e adesso si apprestavano a rientrare in casa, per riposare e fare una chiaccherata con me, come aperitivo prima di cenare. Dopo le presentazioni mi chiesero che cosa pensassi dell`incontro al quale avevo assistito, e io,  dopo una veloce analisi della situazione, risposi semplicemente...bello!  perche`certamente non avrei potuto dire che secondo me erano un gruppo di pazzi che aizzavano la folla e usavano la religione per erigersi sulla povera gente.
Pastor Nanyaro, uno dei ministri, infilandosi ripetutamente le dita su per il naso oral-nasal-no-stop mi illustro`l`intento dei loro incontri:
E` risaputo che in questa zona ci sono molte persone che praticano l`uchawi, la magia diabolica. Usano le forze soprannaturali per colpire i loro vicini, per danneggiarli. La tribu` Meru ha sempre utilizzato queste pratiche.  L`unico potere in grado di fronteggiare l`uchawi e`lo spirito santo, ma deve essere utilizzato in un certo modo...e noi sappiamo come fare, ce ne intendiamo bene di soprannaturale! Ah ah! Per questo siamo qui, per fare una bella pulizia! La spiegazione di Nanyaro era la prova di quello che era successo nell`Est Africa intorno al 1920. All`epoca, il risentimento nei confronti dei colonizzatori era in aumento, e gli africani avevano iniziato a ribellarsi. La nascita di una chiesa indipendente era stata una delle prime espressioni del rifiuto dei coloni. Le nuove chiese africane, in opposizione al volere dei missionari europei, rifiutavano di abbandonare i riti e le credenze tribali, e mescolavano un po`di questo e un po`di quello, come la poligamia, l`uccisione di animali in sacrificio, e l`immancabile ossessione per gli spiriti maligni. Una sorta di chiesa personalizzata, in modo per marcare la propria diversita` nei confronti dell`uomo bianco.
Guardandoli da vicino pero`, quei signori ben vestiti e  troppo profumati, mi facevano pensare ad una versione africana di Jimmy Swaggart, il tele-predicatore americano piu` famoso del mondo, quel tizio che dopo aver raggiunto l`apice del successo (e della ricchezza personale) era stato travolto da uno scandalo che lo vedeva evasore fiscale e assiduo frequentatore di prostitute troppo giovani. Conoscevo Jimmy Swaggart perche`avevo visto i suoi dvd in vendita in alcuni negozi di Arusha. Mi era stato detto che i suoi sermoni erano fonte di ispirazione per molti pentecostali africani, cioe`le sue prediche venivano tradotte e copiate in lingua swahili. Parladone con i ministri di dio seduti accanto a me, venne fuori che anche loro lo conoscevano e lo amavano: Oh Jimmy Swaggard! Certo che lo conosciamo, e` un grandissimo oratore ed e`ancora considerato il numero uno. E nessuno sa parlare alla folla come lui. Dopo lo scandalo e` tornato in televisione per ammettere in pubblico la sua colpevolezza, e tra le lacrime ha chiesto scusa. Oggi partecipa a qualche programma radiofonico, ma sicuramente non gode della stessa fama che aveva negli anni ottanta...
Il caso volle che uno dei predicatori avesse con se un dvd del vecchio Jimmy, cosi` non esito`metterlo nel suo computer portatile. Mi sistemai nel divano, pronto per la proiezione. La traccia proposta s`intitolava Aspettando che l`acqua si muova. Un titolo perfetto per gli africani, pensavo, che invece di aspettare i movimenti dell`acqua avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche e sistemare le scuole, le strade e magari anche le fontane, visto che spesso perdevano acqua, alla faccia della tremenda siccita`e della conseguente crisi alimentare. Riflettevo sul fatto che, se da un lato la chiesa aveva indubbiamente fatto e aiutato e costruito molto per l`Africa, dall`altro diffondeva messaggi che proponevano la passivita` e l`attesa. E gli africani eseguivano alla lettera: non lavoravano, si riposavano sotto le piante, in attesa che le loro mogli preparassero il pranzo, aspettando che l`acqua si muova.
Ecco che il vecchio Jimmy iniziava il suo monologo: Apriamo la bibbia al capitolo 5 di Giovanni. Il capitolo riporta un bellissimo racconto. Ho scelto questo racconto perche` secondo me definisce, chiarisce com`e` l`umanita` oggi, inclusi voi e incluso me! Dovete sapere che, a Gerusalemme, presso la porta delle pecore, c`e una vasca chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero di  infermi,  ciechi, zoppi e storpi i quali aspettavano l`agitarsi dell`acqua, perche`un angelo, in determinati momenti, scendeva nella vasca e agitava l`acqua. E il primo che vi scendeva dopo che l`acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito...Avete capito? Siamo in una piazza di mercato, in mezzo alla gente comune. Gesu` si reco` in quel misero luogo dove giacevano tutti qui malati, quegli infermi, quei sofferenti...e non nelle ricche grandi cattedrali dell`occidente! Mi avete sentito? Non in quei luoghi di culto pieni d`oro e argento! Mi avete sentito?
La visione del dvd fu temporaneamente interrotta quando un altro ospite entro` in casa. Si trattava di una giovane madre col suo bambino. Disse che aveva bisogno di un incontro privato con Wilma, al fine di guarire lei e suo figlio da una malattia. Allora, mentre io premevo ancora play e con gli altri ospiti continuavo col Jimmy Swaggart, Wilma,  che adesso indossava un paio di occhiali a specchio che la facevano sembrare ancora piu` pazza, assieme all`ospite si diresse in un altra stanza, dove dopo pochi attimi iniziarono le urla e i pianti isterici del bambino che era evidentemente terrorizzato.  Sapevo cosa stavano facendo, quindi non mi preoccupavo e la prendevo alla leggera, anche se dentro di me disprezzavo quei predicatori che invece di aiutare le proprie comunita`, diffondevano ignoranza e le proprie paure. Il paradosso era che erano in buona fede, cioe` pensavano che davvero strillare addosso alle persone fosse la cosa migliore da fare per guarire una malattia. Ma intanto ascoltavo Jimmy Swaggart che proseguiva il suo sermone: La chiesa di Gesu` non puo` confinare se stessa in quattro mura! Non importa quanto siano comodi i posti a sedere o quanto elaborato sia l`impianto audio. Dio non ha mai inteso che ce ne stessimo seduti a pregare e a discutere di dottrina, egli ha messo a disposizione la sua potenza, lo spirito santo!...Amica, se tu di domenica vai in chiesa per mostrare il tuo nuovo cappellino e il tuo vestito nuovo stai perdendo il tuo tempo! Amico, se tu vai in chiesa per discutere di affari con altra gente e stipulare nuovi contratti e mostrare il tuo abito firmato stai perdendo il tuo tempo!...Adesso vorrei esaminare un altro passo della nostra lettura. Al versetto 14, dopo averlo guarito, Gesu` disse all`infermo va e non peccare piu`, che non ti accada di peggio! In un modo che non ci e`rivelato, fa capire che il peccato era la causa di quell`infermita`, altrimenti Gesu` non avrebbe detto quelle parole...  
Nel frattempo notai che alcune persone si erano avvicinate alla casa, probabilmente incuriositi da quelle strane grida, si mettevano in fila perche` anche loro volevano un incontro privato. Wilma pero`, al termine della seconda preghiera-esorcismo disse che il suo tempo era terminato e che avrebbe continuato il giorno successivo. Anche il sermone di Jimmy Swaggart era finito, cosi`approfittai per andarmene da quello che, quel pomeriggio, a tutti gli effetti mi era sembrato un luogo di tenebra. Ridacchiando, pensai che mi mancava soltanto di incontrare il folle Kurtz (*) e di sentire le sue ultime e disperate parole: l`orrore, l`orrore...Per rinfrescarmi i pensieri allora, andai a passeggiare fino al fiume del villaggio di Leray. Una volta arrivato vidi che le grandi piogge ne avevano trasformato forma e aspetto. L`acqua adesso era abbondante e ricopriva completamente le pietre nel fondale. Il rumore prodotto della corrente sovrastava ogni altro suono. Le piante erano tornate ad essere verdi e rigogliose, e alcuni grossi volatili se ne stavano appollaiati sui rami, immobili e attenti.
Ero sereno e potevo tornarmene a casa.
Almeno quella era Africa.   

(*)personaggio del libro Cuore di Tenebra

http://www.youtube.com/watch?v=b7Ta74EJAz8&feature=related


domenica

Breve cronaca di una passeggiata




Vado a Nkoaranga, una localita` dove c`e` anche un vecchio ospedale costruito dai tedeschi durante il periodo coloniale. Da li proseguo in un sentiero che sale verso la foresta che si trova alla base del monte Meru. Circa dopo un`ora di cammino arrivo in un villaggio chiamato Songoro. C`e` una scuola e una chiesa di recente costruzione. Per il resto intorno a me vedo case sparpagliate su una serie di colline verdeggianti. La vegetazione e` molto fitta e fiorente. C`e` molto sole e il verde intorno a me e` totale, quasi ubriacante. La temperatura molto pu` fresca qui che non  in basso. L`acqua sembra abbondante anche in questo periodo di siccita`. Oltre a qualche fontana vedo 3 grandi vasche di cemento che raccolgono acqua. Anche queste penso siano di costruzione tedesca. L`agrucoltura e` ben sviluppata, ci sono piccole piantagioni di caffe`e molte coltivazioni di carote, patate e mais. Gli abitanti di questa zona sono tutti della tribu` Meru. Alcuni di loro non parlano nemmeno swahili, ma soltanto kimeru:

Kwasinda aree?- come va la giornata?

Eka, kwasinda aree nawe?- Bene grazie e tu?

kwifare-stai bene?

Nifokisha, noore ukasha ndi-sto bene, non ho malanni

Per la strada, parlo con un signore anziano che mi dice che da qui e` possibile raggiungere Kilenga e successivamente Ngongongare, cioe` arrrivare nei pressi dell`universita`, abbastanza vicino a dove abito. Il vecchio dice che 2-3 ore sono piu` che sufficenti per arrivare, ma siccome sono gia` le 4 del pomeriggio decido di rientrare e di non avventurarmi nel sentiero. Non ho paura di perdermi, la strada e` percorsa anche da motociclette, pero` essendo estremamente vicino all`Arusha National Park e` probabile che  verso il tramonto gli animali selvatici si facciano vedere. Non ci sono felini pericolosi, ma le iene e i bufali e gli elefanti si, quindi decido di tornare la settimana successiva e di iniziare l`escursione di mattina. Ad un tratto mi fermo di colpo e provo a guardare con maggiore attenzione. C`e` una scimmia che si arrampica velocemente. Si nasconde, si sporge per guardare, sale ancora un po` e alla fine si ferma su un grosso ramo. Adesso si sistema un po` piu` in alto, se ne sta li senza piu`preoccuparsi di nascondersi. Ormai e` al sicuro, abbastanza  lontana da sentirsi protetta. Mi guarda. Ci guardiamo per un po`. E` bianca, con la faccia nera, un bel contrasto che la fa sembrare dipinda come una maschera. Cercopithecus aeithiops, una scimmia molto comune e facile da vedere da quelle parti.

Sulla strada del ritorno mi fermo a guardare il panorama. Il cielo si e` aperto ed e` possibile scorgere il lago Doluti, situato nei pressi di Tengeru, una cittadina sulla strada che porta ad Arusha. Proseguo ulteriormente e, poco prima di arrivare vicino all`ospedale dove avevo iniziato l`escursione, mi sembra di sentire una voce, un suono gracchiante.... Ecco, adesso posso vederla, appoggiata sul davanzale di un negozio che vende qualsiasi cosa, una radiolina scassata che spara a tutto volume la notizia del giorno: il colonnello Gheddafi e` stato ucciso, i rivoluzionari esultano, Allahu akbarr!



sabato

Bombe e delinquenti a Dar Es Salaam





Anche questa volta mi trovavo a Dar Es Salaam per il permesso di soggiorno. Come la volta precedente l`attesa era lunga e snervante. Tutti i giorni andavo all`ufficio immigrazione a vedere se i miei documenti erano pronti, e tutti i giorni me ne tornavo in albergo a mani vuote. Ma non ero preoccupato, ormai sapevo che quell`eterno aspettare faceva parte della vita africana. Invece di arrabbiarmi e perdere la pazienza, cercavo di organizzare al meglio le mie giornate, cosi`i pomeriggi li passavo a camminare sulle colline appena fuori citta`oppure andavo al kipepeo beach a mangiare pesce e fare una nuotata nelle calde acque dell`oceano indiano. Una sera, assieme ad alcuni italiani che si trovavano in citta`, andai a bere una birra al Red Onion, un locale gestito da indiani che si trova in centro, su una bella terrazza pulita e ventilata. Dopo un po` di chiacchere mi spostai nella sala TV perche` mi ero accorto che stavano trasmettendo le scene iniziali di Fratello dove sei?, dei fratelli Coen. Il film, ironicamente inspirato all`Odissea di Omero, racconta la storia di tre evasi dai lavori forzati che attraversano l`America rurale della grande depressione. Sono alla ricerca di un tesoro di un milione di dollari e, senza saperlo, durante il loro viaggio diventano acclamati idoli della musica country.
 

Dal film «O Brother, Where Art Thou?»
Mississippi, fine anni trenta.
Everet: - Le spiace se ci uniamo a voi, vecchio?
Il Cieco: – Unitevi a me, figlioli. Unitevi a me.
Delmar: – Si lavora per la ferrovia, nonno?
Il Cieco: - Io non lavoro per gli uomini.
Pete: - Hai un nome, vero?
Il Cieco: - Io non ho un nome.
Everet: - Questo potrebbe essere il motivo per cui ha difficoltà a trovare un lavoro retribuito. Vede, nell’ambito del libero commercio…
Il Cieco: – Voi cercate una grande fortuna: voi tre che ora siete in catene troverete una fortuna, anche se non sarà la fortuna che cercate. Ma prima… prima dovrete viaggiare, percorrere una strada lunga e difficile, una strada irta di pericoli, mm-hmm. Vedrete cose… cose meravigliose da raccontare. Vedrete una… una mucca …sul tetto di una casa del cotone, aah. E, oh​​, tanti tanti fatti portentosi. Non posso dirvi per quanto sarà lunga quella strada, ma non temere gli ostacoli sul vostro cammino, poichè il destino vi ha accordato la vostra ricompensa. Anche se la strada è tortuosa, sì, e il vostro cuore scoraggiato e afflitto, voi seguite il vostro cammino, seguitelo fino alla vostra salvezza.

 

Proprio mentre mi gustavo quel bel film sentii un botto tremendo. Poi un`altro ancora. Guardai il cielo per essere sicuro che non si trattasse di un temporale in arrivo. Guardai anche il nuovo edificio che stavano costruendo i cinesi, e tutto mi sembrava normale. Il gestore del locale allora, un indiano imbronciato che trattava male i suoi dipendenti, venne anche lui sulla terrazza, e dopo un`attenta analisi del cielo disse che si trattava proprio di un temporale e che non c`era da preoccuparsi. Il giorno dopo pero` i giornali titolavano Esplosioni nella notte, decine di morti e numerosi feriti. Quella notte, forse a causa di un corto circuito, era esploso un deposito di armi. Da qualche anno, il quartiere di Gongo La Mboto, uno dei piu`brutti e affollati della citta`, ospitava il vecchio e obsoleto arsenale dell`esercito Tanzaniano. Non si trattava del primo incidente, anche nel 2008 lo stesso magazzino era esploso e causando morti e feriti. E stavolta era andata anche peggio visto che gli sfollati erano centinaia ed era stato necessario sistemarli nello stadio della citta`. Comprai due giornali per saperne di piu`, mi sembrava strano che l`esercito avesse un deposito di bombe e munizioni in un quartiere abitato...Lessi gli articoli e li trovai molto superficiali perche` non mettevano la vicenda sotto la lente d`ingrandimento. I titoli pero` mi piacevano Dar si Salama! (Dar non e` sicura) e BOMB la Mboto giocavano bene con le parole ed erano provocatori al punto giusto. Quasi a confermare quei titoli che descrivevano bene lo stato di salute della citta`, il giorno successivo fui testimone di un altro fatto di cronaca nera. Verso mezzanotte, prima di rientrare al YWCA, l`albergo dove alloggiavo,  mi ero fermato a chiaccherare con uno dei guardiani dell`Holiday Inn, un altro albergo poco distante. Ad un certo punto, vidi un gruppo di circa 10 persone, armate di coltelli e pietre che provavano ad entrare al YWCA, cioe` il mio albego. Con una grossa pietra avevano frantumato il vetro della porta d`ingresso e si apprestavano a salire ai piani superiori. Chiaro che il loro obiettivo erano i dollari contenuti nei portafogli dei numerosi turisti. In un attimo pero`, tutti i guardiani degli alberghi nelle vicinanze erano accorsi sul luogo e avevano letteralmente bastonato e preso a calci i rapinatori che dopo quella lezione se ne stavano accovacciati, imploranti e doloranti e a mani vuote. I criminali erano stati bloccati, puniti sul posto e arrestati, senza che venisse espoloso un solo colpo d`arma da fuoco. Un buon esempio di giustizia africana efficiente che non aveva nulla da invidiare a quella europea, spesso lenta e troppo burocratica.   
http://www.youtube.com/watch?v=ICmju7PD4kc
http://www.youtube.com/watch?v=UVsZW9D99n8

domenica

Kaburu (che cosa significa e altre notizie correlate)





Quando vado ad Arusha, vedo spesso i procacciatori di clienti, quei ragazzotti drogati e fastidiosi che cercano di imbrogliare i turisti che vogliono andare a vedere gli animali selvatici. Provano a convincerli a scegliere un operatore turistico rispetto ad un`altro o a farsi ingaggiare come guide. In realta`, a causa del loro comportamento aggressivo e rissoso, il risultato che ottengono e` che i turisti scappano e si rifugiano dentro qualche ristorante, in attesa di trovare una migliore via di fuga. A volte mi capita di essere approcciato da quei rompiscatole. Di solito non li  guardo nemmeno e ho la pazienza di aspettare che si tolgano di torno. La mia reazione non amichevole ma pacifica, funziona abbastanza bene, pero` mi sono accorto che in risposta qualcuno mi chiama  con quel nome, Kaburu. Pensavo fosse una parolaccia, un`imprecazione. Poi pero` ho controllato nel vocabolario e ho trovato un`altra parola importante da ricordare. Significa Boero.
La storia
Verso la meta` del 1600, gli olandesi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, crearono il primo insediamento stabile nella zona dell`odierna di Citta` del Capo. Era l`inizio della colonizzazione del Sudafrica. I Boeri, discendono dai lavoratori di quella compagnia marittima che ad un certo punto provarono a creare una comunita` autonoma indipendente dal loro datore di lavoro. Erano Olandesi, Francesi, Tedeschi e anche Ugonotti, cioe`un gruppo di cristiani in fuga dall`Europa, perseguitati perche` si opponevano alla chiesa di Roma.  Svilupparono una propria cultura e una propria lingua, l`afrikaans. Poi arrivarono gli Inglesi e occuparono la colonia. I Boeri, sentendosi oppressi dal dominio Britannico, intrapresero il Grande Trek, cioe` un lungo viaggio verso nordest, in cerca di una terra dove vivere. Si scontrarono con alcune tribu` e fondarono le repubbliche Boere, dove successivamente scoprirono importanti giacimenti di pietre preziose. Gli inglesi allora, decisi ad espandersi e a mettere le mani sulle miniere, iniziarono un conflitto coi Boeri che coinvolse anche le popolazioni locali. Una guerra, anzi tre sanguinose guerre che vista la situazione di stallo dovuta alla resistenza Boera, si conclusero con un compromesso che segno` la nascita dell`Unione Sudafricana. A distanza di un secolo, l`oppressione Inglese nei confronti dei Boeri e`ancora oggi oggetto di divisione. I Boeri, rivendicano continuamente il fatto che, parlare di popolazione bianca Sudafricana non ha senso. I Boeri si definiscono una nazione a parte, un gruppo etnico che e` nato in Africa e non in Europa.
Il Sudafrica oggi
Con la fine dell`apartheid e l`elezione di Mandela, il mondo ha osservato con apprensione  il nuovo Sudafrica, scongiurando una possibile guerra civile. Guerra che ufficialmente non e`mai avvenuta, ma stando ai dati ufficiali del paese, i numeri della criminalita`sembrano quelli di un paese in guerra. Ventimila omicidi e cinquantamila stupri (denunciati) all`anno. Al giorno sono rispettivamente 54 e 136. Inoltre, le statistiche dicono che oggi il rischio di essere assassinati in Sudafrica è 12 volte più elevato che in America e 50 volte più alto che in Europa. Fra i paesi non coinvolti in un conflitto militare, soltanto un colombiano rischia la vita più di un sudafricano.
Qualcuno sostiene che la cosidetta nazione arcobaleno, una dozzina di lingue ufficiali e altrettanti gruppi etnici, sia solo un calderone, la dimostrazione del fallimento delle politiche di integrazione, un semplice assemblaggio forzato di popolazioni diverse che non hanno nulla da spartire. Di questo avviso sono anche i Boeri, i quali vorrebbero una porzione di territorio per la loro nazione, il Volkstaat, come lo chiamano loro.
Oggi il Sudafrica ha circa 47 milioni di abitanti. In una recente intervista, Hellen Zille, rappresentante del Democratic Alliance, principale partito di opposizione in Sudafrica, premiata nel 2008 come miglior sindaco del mondo (Citta`del Capo) e ora presidente della provincia di Western Cape, ha dichiarato che in Sudafrica ci sono 5 milioni e mezzo di persone registrate che pagano le tasse e 13 milioni di persone che vivono di sussidi statali.
Xenofobia
A partire dal 2008, in Sudafrica e` iniziata la caccia al migrante. I giornali hanno parlato di ondata xenofoba, il governo ha schierato l`esercito, Medici Senza Frontiere ha paragonato la situazione ad una crisi umanitaria. Ogni tanto, nelle township delle grandi citta`della nazione arcobaleno, i giovani Sudafricani danno sfogo alla loro rabbia contro gli immigrati. Regolari o irregolari non fa differenza. L`immigrato ruba il lavoro dei locali e quindi va cacciato oppure eliminato. A Johannesburg alcuni immigrati sono stati arsi vivi. Piu`a nord, nei pressi del fiume Limpopo, dove centinaia di Zimbabwiani attraversano il confine cercando di fuggire la miseria del loro paese, sono state segnalate rapine e violenze di ogni genere. Molti Zimbawiani, sono rimasti talmente traumatizzati che hanno deciso di tornare indietro.
Spara al Boero
Spara al Boero e` il titolo di una canzone da sempre cantata dai sostenitori dell`ANC, il partito al governo di cui Nelson Mandela (premio nobel per la pace) e` stato leader. La canzone e` recentemente stata oggetto di dibattito quando l`attuale leader della sezione giovanile dell`ANC, Julius Malema, ha espressamente incitato i suoi sostenitori a cantarla durante le assemblee pubbliche. Mentre la cantano gesticolano e si muovono come se stessero usando un mitra. Allora, i rappresentanti della la minoranza bianca Sudafricana, circa il 13% (i boeri sono circa la meta`), hanno chiesto alla Commissione per la verita` e riconciliazione (tribunale speciale creato nel dopo apartheid per favorire la pacificazione)  che la canzone venga messa fuorilegge in quanto incita la violenza e va contro i principi su cui e` fondato lo stato Sudafricano.
Julius Malema
Attuale leader dell`ANCYL e probabile prossimo canditato alle elezioni nazionali. Amico personale e sostenitore di Robert Mugabe, dittatore dello Zimbabwe. E` l`uomo del momento. Probabilmente lo e` diventato quando durante una conferenza stampa ha dato del “bastardo”ad un giornalista della BBC che gli aveva fatto una domanda non gradita. I giornali parlano di lui tutti i giorni, senza tregua. Oggi, oltre ad essere il promotore dell`ormai celebre canzone spara al Boero, e` protagonista di uno scandalo finanziario. Il suo tenore di vita non e` compatibile con lo stipendio che riceve, cosi` i giornali lo attaccano e gli chiedono di rispondere. Ma Julius non si fa intimidire, controbatte dicendo che e` ora che le miniere del paese vengano nazionalizzate e tolte al malvagio uomo bianco. Secondo lui, il Sudafrica dovrebbe imitare lo Zimbabwe, cioe` espropiare le terre e le fattorie ai bianchi.
Farmers uccisi
Secondo alcuni giornalisti, in Sudafrica sarebbe in atto un genocidio silenzioso nei confronti della popolazione bianca. Molte delle vittime sono i propietari delle fattorie. Dalla fine del regime dell`apartheid, i farmers assassinati sono migliaia, molti di loro sono Boeri. Le associazioni in difesa degli agricoltori parlano di genocidio perche`spesso succede che quando un gruppo armato entra in una fattoria, non viene rubato quasi nulla, ma tutti i presenti vengono uccisi e spesso torturati, anche i bambini. Per questo si pensa che dietro queste aggressioni ci siano i servizi segreti del governo che punta all`eliminazione fisica della popolazione bianca in Sudafrica. Una sorta di risposta a tutte le violenze avvenute durante gli anni dell`apartheid. I farmers inoltre denunciano la censura delle notizie relative agli assalti e l`isolamento in cui sono costretti. Si lamentano del fatto che mentre durante gli ultimi anni dell`apartheid ci fu` una mobilitazione mondiale in sostegno di Mandela e dell`ANC, oggi nessuno si sogna di prendere le difese degli agricoltori uccisi e di condannare la violenza nei loro confronti.

Una settimana



Lunedi
Vado a Moshi a prendere il portatile perche’ William mi dice che e’stato riparato. E’ stato lui a suggerirmi il tecnico da consultare. Quando arrivo al negozio e ho gia’ pagato 20euro e sono pronto per andarmene non si tova piu’ la borsa tracolla. Il gestore allora inizia a cercare e a parlare con i suoi impiegati. Dopo un’ora di vane ricerche mi viene detto che la borsa ce l’ha William. Era stato lui ha portare il computer al negozio, poi se ne era andato con la tracolla senza pero’ avvertirmi. Allora il gestore, in alternativa mi propone un sacco nero della spazzatura, per avvolgere il vecchio laptop ed evitare che si bagni, visto che sta piovendo. Per tornare a casa faccio una fatica bestiale.

Martedi
Mi sono svegliato alle 5 per via della pioggia. Uno scroscio di circa 3 ore che ha temporaneamente inondato le strade di Imbaseni.
Quando esco di casa gli abitanti del villaggio mi raccontano il fatto del giorno:
Hasani aveva due mogli, ma una e’ morta la scorsa settimana.
Fino a qualche anno fa Hasani era musulmano. Poi, stancatosi delle regole troppo restrittive, aveva deciso di diventare cristiano, piu’ precisamente pentecostale. Nella sua conversione pero’ non aveva rinunciato alla poligamia, accettata dal governo tanzaniano (fino a quattro mogli). In passato il fatto di avere due mogli gli aveva causato dei problemi, ad esempio non era ben visto dagli altri appartenenti della sua chiesa. Tutti gli dicevano: lascia la vecchia e tieni la giovane! Ma Hasani aveva preferito tenerle tutte e due. Per facilitare la vita della sua famiglia, Hasani seguiva il modello Masai: le due mogli vivevano in due case separate all’interno della stessa proprieta’, all’ora di pranzo entrambe preparavano un po’ di cibo che Hasani consumava. Poi e’ successo il fatto: la moglie piu’anziana e’morta, dopo 3 giorni di  coma  all’ospedale di Tengeru. La signora, 50anni, era incinta. Sembra che un aborto spontaneo l’abbia uccisa. Questa e’ la versione ufficiale, ma nel villaggio si dice che la donna sia stata uccisa dalla moglie piu’ giovane. Precisamente avvelenata, e il veleno sarebbe stato fornito da una strega praticante. -Di sicuro qualcosa di strano e’ successo- racconta Nakayo, un amico di famiglia.-quando ho ricevuto la notizia sono andato a trovarli, erano tutti allegri! I figli della donna morta, provenienti dal primo matrimonio si sono presentati ieri. Giurano vendetta. Dicono che bruceranno la casa di Hasani con dentro  tutta la sua famiglia- . Poi Nakayo dice che deve andare ad Arusha, gli e’ stato chiesto di organizzare il funerale.


Mercoledi
Verso le 5 del pomeriggio sento delle urla disumane. Provengono dalla grande dining room. Non mi preoccupo perche’ so gia’ di cosa si tratta. Tuttavia sono curioso e, con molta calma, vado a vedere. Quando arrivo sulla porta chiedo che cosa stia succedendo, se qualcuno si e’ fatto male...-Mapepo!- mi rispondono in coro i presenti, cioe’ spiriti cattivi. A terra, al centro della stanza giace una studentessa di circa sedici anni. Ha gli occhi chiusi, si dimena nel pavimento urlando come una pazza isterica. Al suo fianco, la matron con la bibbia in mano che con fervore dice ripetutamente toka toka mungu ni nguvu...(esci, esci, dio e’ potente)
Le urla vanno avanti per circa mezz’ora, quando l’esorcismo finisce posso accendere la radio e ascoltare il radiogiornale senza fastidiosi influssi malefici. 
Giovedi
Oggi lezione di Inglese. Spiego il passato semplice, poi invito gli studenti a comporre semplici frasi utilizzando il verbo che io propongo. Arriva il turno di Fabiola, una ragazza alta e un po’sgraziata.
Io dico: transmit
Lei ci pensa un attimo e poi risponde – ieri... ho trasmesso l’HIV al mio fidanzato!!!-
Tutta la classe ride a crepapelle per 10 minuti.
Venerdi
Da ieri non c’e’ elettricita,’ cosi’verso mezzogiorno vado in citta’ per usare internet. Prima pero’ vado a mangiare al ristorante Transit Inn: pollo arrostro e patatine e riso con contorno di papaia, banane e avogado. Poi entro nell’internet cafe. Quando mi siedo la giovane impiegata mi fa notare che sta utilizzando il generatore percio’ dovro’ pagare di piu’. Apro la posta elettronica e mi trovo la mail di un certo Pallangyo (che penso di non conoscere o non mi ricordo chi e’). Mi saluta calorosamente e mi chiede un contributo economico perche’gli servono circa 500 euro. Ne ha bisogno per pagare il padre della sua amata futura sposa. -Aiutami! Ho gia’ comprato le vacche, le capre, la coca-cola e la fanta, ma niente soldi, niente acquisto della sposa!-  
Sabato
Assieme a due insegnanti vado a pranzare al campus dell’universita’ di Arusha. Riso, fagioli, spinaci e patate. Seduta vicino a noi, una studentessa ci racconta che qualche mese fa un vasto gruppo persone avevano occupato la strada che porta all’Arusha National Park e anche quella per Moshi, bloccando completamente il traffico. Erano studenti che protestavano contro il regolamento universitario e il governo in carica. Per liberare le strade, i poliziotti hanno utilizzato i lacrimogeni e temporaneamente arrestato qualche dimostrante.
Durante la scorsa campagna elettorale la  stragrande maggioranza degli studenti Tanzaniani si era schierata con il Chadema, il principale partito  dell’opposizione guidata da Wilbour Slaa, leader carismatico che tra le altre cose aveva proposto un nuovo sistema scolastico.
Domenica
Cammino sulla strada, da solo.
Incontro un uomo con un bambino. Il bambino trasporta sulla testa delle starpaglie, si aiuta con il braccio destro. Con il sinistro regge una grande canna da zucchero. L’uomo dice qualcosa. Allora il bambino posa a terra le sterpaglie, rompe un pezzo della canna e me la regala. Ringrazio e me ne vado.