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lunedì

Tembea uone








Un giorno, mentre camminavo nei pressi dell`Arusha National Park, ero stato affiancato da una bella land rover bianca. L`uomo che stava alla guida aveva abbassato il finestrino e si era presentato come Martin Mambo.  Disse che mi aveva incrociato molte volte sulla strada e che aveva sentito dire di un italiano che abitava nella casa vicino al campo da calcio... Cosi`, in un giorno a mia scelta, mi  invitava a pranzo presso la sua residenza di Napoko, una zona poco distante da casa mia.
Non mi stupiva affatto il modo in cui ero stato approcciato da quello sconosciuto, io ero un muzungu, cioe` un europeo bianco che per qualche motivo valeva sempre la pena di conoscere. Anche se con un po` di cinismo, di solito accettavo quegli inviti, mi facevano piacere e li consideravo un` opportunita` per trascorrere una giornata diversa. Tuttavia, questa volta ero curioso di sapere chi fosse il mio oste, Martin Mambo. Avevo chiesto un po` in giro,  e alcuni abitanti di Imbaseni mi avevano raccontato che Martin era un riccone. Nella zona costiera vicino a Tanga, possedeva ben 200 acri di terra coltivata che produceva arance. Poi, nella sua casa di Napoko aveva una piccola serra che faceva crescere piantine di caffe`da vendere agli agricoltori della zona del Monte Meru. Era molto conosciuto da quelle parti, anche perche` si dimostrava generoso con le famiglie povere che gli chiedevano un aiuto per far studiare i propri figli. Margareth, l` attuale moglie 20 anni piu` giovane di lui, era stata la sua domestica quando Martin viveva ancora con la prima moglie. Dopo il divorzio e il successivo matrimonio, Margareth era stata mandata a Nairobi dove si era laureata in economia. Attualmente lavorava come assistente personale di un anziano europeo soprannominato bubu (sordo) che abitava a Napoko e si interessavava della fauna dei parchi naturali. Mentre Martin era ben voluto dalla maggior parte della gente, Margareth era oggetto di commenti estremamente negativi. Si diceva che avesse trovato la gallina dalle uova d`oro e che in realta`  non nutrisse nessun interesse per il suo ricco marito. In compenso era una bella donna e quindi anche per Martin quel matrimonio era stato un buon affare.
La settimana successiva al nostro incontro, andai casa di Martin. Abitava in una zona tranquilla, a circa un Km dalla strada principale di Napoko. Prima di suonare il campanello mi fermai a guardare quella residenza. Notai che il cancello non era cosi` imponente e che non c`era il solito cartello della KK security. Vista da fuori anche la casa mi sembrava modesta, cioe` bella, ma non troppo sfarzosa. Poi, non vedendo alcun guardiano nei paraggi mi chiesi se per caso non avessi sbagliato indirizzo... Ma invece, un attimo dopo vidi Martin che si avvicinava con in mano la chiave del lucchetto. Fu allora che realizzai l`enorme mole del mio oste. Martin Mambo, il cui nome mi sembrava uno sciogli lingua, camminava lentissimo e affannosamente, si muoveva come un enorme elefante. –Benvenuto amico!- disse asciugandosi la fronte con un fazzoletto di carta. Attraversammo un tratto del grande giardino e fui condotto in una piccola veranda dove c`era un tavolo con due sedie di plastica. No, le sedie erano quattro, accavallate due a due, perche`certamente un singola sedia non avrebbe sorretto quell`uomo di 200 kg. Era mezzogiorno e la giornata era un po`fredda e senza sole, ma l`ideale per starsene sotto quella piacevole veranda e gustare il fresco e fare una chiaccherata in relax. Martin mi racconto` delle sue piantagioni di arance e che l`agricoltura era il suo settore, ma gli affari in generale lo interessavano. Mi disse che stava pensando di comprare mais in grandi quantita`-Quest`anno il raccolto non sara`abbondante, percio` tra 7/8 mesi il prezzo salira` anche del 20%. Sto` pensando di spendere circa 10/15 milioni(5/10.000dollari) per l`acquisto di sacchi da 50 kg. Ad Arusha molti stanno facendo lo stesso, soprattutto gli indiani. Ho gia` affittato una casa che fara` da magazzino. Dopo aver sistemato i sacchi faro`somministrare un anti-parassitario e nient`altro. Dovro`solamente assumere un guardiano a tempo pieno e aspettare che il prezzo salga. -  Nel frattempo, in attesa del pranzo, una domestica ci servi` due bicchieri di vino bianco-In Tanzania per fare affari, devi far circolare il denaro. Le banche si, possono investire bene i tuoi soldi, ma al massimo arrivano al 10% di interessi. Ci sono altre possibilita`, ma bisogna stare attenti e scegliere bene- Allora chiesi a Martin che cosa pensasse delle pietre prezione e i diamanti, un business che mi sembrava fosse abbastanza importante- Quello e`un giro miliardario, ma e` un affare da kamikaze. Superstizione e ossessione.  Non investirei mai il mio denaro in qualcosa che sta` sotto terra e non puoi vedere. Ripeto, si tratta di superstizione e ossessione, nient`altro. A meno che tu non sia la persona che e`in grado di rilevare la presenza delle pietre nel sottosuolo e che tu scenda personalmente a vedere cosa succede nella miniera- Ascoltavo con attenzione e mi ricordai di quella volta che ero stato a Mererani, la zona degli scavi della tanzanite, una pietra bluastra presente soltanto in Tanzania. Kilometri di filo spinato che determinava l`area di proprieta` di una compagnia rispetto ad un altra; Una zona off-limits dove le guardie erano autorizzate a sparare a vista in caso di intrusione illecita. Come in Sudafrica, la terra dell`oro per eccellenza. E appena fuori quei recinti era tutta zona franca. Si vedeva un`infinita` di buche poco profonte scavate a mano, come un immenso orto dilaniato dai roditori. E proprio da quelle buche, uscivano piccoli uomini-talpa che Martin mi aveva appena spiegato erano solo superstizione e ossessione, disperati alla ricerca di pietre luccicanti da vendere al mercato nero di Arusha. All`epoca, Mererani mi era sembrata un posto orribile e polveroso. Sporco e preda di un delirio collettivo. Inoltre, i giornali dicevano che avesse un alto tasso di omicidi e criminalita` in generale.
Finito di bere l`ottimo vino, entrammo in casa. Come primo assaggio mi venne servito makongoro, cioe`un pezzo di carne bollita che si prende appena sopra gli zoccoli della vacca. Mentre mangiavo, osservavo Martin  che si era appena sistemato in un piccolo trono di legno al centro della stanza, una struttura robusta che avrebbe sopportato la sua mole generosa. Anche lui come me mangiava il pezzo di makongoro, esaminando continuamente la consistenza dell`osso che aveva in mano. Fu allora che arrivo` Margareth, sua moglie. Indossava una specie di mimetica e un paio di occhiali da sole avvolgenti. Mi saluto` con fare snob, poi ando` a sedersi sul divano, dove nel frattempo erano arrivati altri ospiti, cugini nipoti e amici di Martin. Margareth tornava dal Serengeti, il parco piu` importante della Tanzania. Ci disse che in quei giorni il Serengeti era affollato da numerosi scienzati che studiavano il comportameno degli animali, tutti cercavano di capire perche` non ci fosse ancora stata la grande migrazione degli Gnu` verso il nord, oltre il fiume Masai Mara. -Il motivo e` la deforestazione del Kenya!- Disse Martin staccando gli ultimi pezzi di carne dall`osso.- Il taglio degli alberi oltre il fiume, iniziato ancora durante il governo del presidente Moi, nel corso degli anni ha prodotto un cambiamento climatico, un ritardo delle pioggie. Gli amimali sono in grado di capire se a centinaia di km e` piovuto oppure no- La domestica intanto raccolse i piatti e ci sevi`un`abbondante porzione di pilau, cioe` una specie di paella spagnola, (credo che pilau derivi proprio da paella) ma senza zafferano e con molta carne bovina. Assieme al pilau arrivo` anche un grande piatto di verdura e alcune bottiglie di vino rosso. Notai che  tutti il vini che venivano serviti erano Sudafricani. Avevano nomi Afrikaneer dal suono gutturale, come Drostdy-Hof, Kleindal e Golden Kaan, prodotti nel Western Cape. Quella lingua, l`Afrikaans, era la piu`strana che avessi mai sentito pronunciare. Un miscuglio di olandese, francese, inglese e di qualche lingua orientale. Provai allora a ricordare un paio di parole imparate durante il mio viaggio in Sudafrica: Wat is jou naam? come ti chiami? Hallo! Hoe gaan dit? ciao come va? e…Voetsek! Vaffanculo! Nell`etichetta di un`altra bottiglia di cabernet si vedeva il profilo della Table Muntain, l`imponente montagna che dominava su Cape Town, a detta di molti la piu` bella citta` di tutta l`Africa. Uno degli ospiti, Alfred, vedendomi esaminare le bottiglie mi disse che nell`albergo dove lavorava tutti quei vini erano disponibili, nel bar interno, precisamente. Poi aggiunse-al Naura Sprins Hotel non manca nulla, si tratta del piu` lussuoso albergo di Arusha, una singola costa 200$ e la suite 1300$. C`e`acqua calda ed elettricita` senza interruzioni- Conoscevo quell`albergo, un palazzone con i vetri a specchio stile Dubay, una costruzione enorme dai costi proibitivi. Il fatto che Alfred avesse precisato la presenza della corrente elettrica non era casuale. In Tanzania, da circa tre mesi era in corso una crisi energetica senza precedenti. Alcune attivita` avevano chiuso, mentre altre sopravvivevano grazie ai generatori che, oltre all`energia, producevano un rumore assordante ad ogni angolo della citta`. Il governo si giustificava dicendo che la crisi era dovuta alla siccita`, ma recentemente alcuni giornali avevano parlato di gravi e inspiegabili ammanchi di denaro nel portafoglio del ministero dell`energia, cioe` significava che i parlamentari si erano fregati i soldi destinati alle infrastrutture del paese. Finito di mangiare il pilau, Martin invito`gli ospiti in giardino, dove, con mio stupore, c`era ancora cibo: un capretto arrostito infilzato nello spiedo. La domestica e un aiutante tagliavano pezzi di carne e servivano piatti sostanziosi. Inutile dire che quell`abbondanza era la ragione dell`enorme mole del mio oste. Guardandolo mangiare pensavo che probabilmente gli sarebbe venuto un infarto prima di sera e che magari sarebbe morto proprio li, in mezzo al giardino, tra la doppia sedia che lo sorreggeva e lo spiedino del capretto arrostito. Ma di diverso avviso era Margareth, sua moglie. Impienadogli il piatto per la seconda volta sembrava approvare l`esagerata bulimia del proprio marito e soprattutto non curarsi della sua salute.
Per fare un piacere a Martin, avevo portato con me la chitarra. Lui era un buon intenditore di musica e progettava di realizzare un piccolo studio di registrazione ad Arusha, un business che avrebbe funzionato visto che il settore musicale era in costante espansione. –Pero`, con la copia illegale dei cd e internet il mercato e` finito, sono veramente pochi gli artisti che possono pensare di vendere...Una volta il mondo della musica era diverso, e poi oggi con i computer e le tastiere che fanno tutto da se...`-
Tra una chiacchera e un bicchiere di vino Martin mi chiedeva di suonare una base di blues, cosi` lui poteva cantare una strofa inventata al momento, facendo letteralmente morire di risate gli ospiti. Quello che era veramente esilarante erano i movimenti swing di quel ciccione dagli occhi un po` strabici che pur rimanendo seduto si dondolava seguendo il ritmo. La sua doppia sedia di plastica scricchiolava sotto quell`enorme peso, ed emetteva un suono cosi` gracchiante che mi faceva pensare ad un vecchio giradischi con la voce di Louis Amstrong.
Andammo avanti cosi` per una mezz`ora, tra musica e scricchiolii coreografici, poi una delle ospiti di Martin mi chiese se per caso conoscevo la canzone Sweet Dream. Ci pensai un secondo e poi risposi che si, certo che la conoscevo, perche`in Tanzania la radio la trasmetteva ogni giorno e sinceramente non se ne poteva piu`. In Europa quella canzone era stata un tormentone estivo, nel `94 credo. E adesso, no puedo creerlo, quasi 20 anni dopo quella hit era stata riciclata in Africa. Dissi agli ospiti che pero`...esisteva anche una versione italiana del pezzo e che l`autore era un tale detto Morfo, un mio amico.
–Davvero?-mi chiesero curiosi gli ospiti
-E questo Morfo e` famoso? Incide dischi?
-No, no- risposi cercando di rimanere serio- veramente...ha cantato solo quella, ma e` stato un successo!
La verita` era che qualche annetto fa, in una serata di festa tra studenti, io e il Morfo avevamo alzato un po` il gomito e lui ad un certo punto si era messo a cantare Sweet Dream, cambiandone pero` le parole. Il ritornello, ovvero l`unica strofa esistente, faceva cosi`:
Drin drin sol Bafo
Drin drin son qua pa la caldaia
Drin drin sol Bafo
Drin drin son qua pa la caldaia
Per soddisfare la curiosita` degli ospiti dovetti tradurre in swahili:
Hodi hodi jina langu ni Bafo
Hodi hodi niko hapa ili ya kutengeneza ile zana inayotoa joto nyumbani
(La traduzione non e` perfetta perche` la parola caldaia non esiste da queste parti, cosi` ho scritto “attrezzo che emette calore in casa”. Un`altra precisazione: al posto del suono del campanello drin drin ho scritto hodi che significa  e`permesso?)
Poi, spiegai che Bafo era il nickname di un signore vissuto nel mio paese che aveva lavorato come idraulico. Un mitico personaggio, molto amato dalla gente perche` oltre ad essere il miglior idraulico del mondo, entrava nelle case portando con se` un`atmosfera da film. Di solito esordiva dicendo:
1-Xe qua el Bafo!
2-Ragazzo (pausa) tranquillo!
3-Donna (pausa) dimmi!
Gli ospiti di Martin allora annuivano con il capo, segno che avevano gradito la mia spiegazione. In Africa era sempre cosi`, quando si faceva il nome di uno sconosciuto  bisognava dedicare qualche minuto per spiegare in modo esauriente chi fosse quel tale, da dove venisse, che cosa aveva fatto. La tradizione Tanzaniana voleva che quelle spiegazioni utilizzassero molto tempo, ma cio` non era strano perche` il racconto orale era ancora il principale mezzo per tramandare storie, aneddoti e conoscenza.

Dopo un po`, bevendo l`ennesimo bicchiere di Golden Kaan, il rosso che scendeva bene col capretto, mi resi conto che erano quasi le 6 del pomeriggio e che quindi stavamo chiaccherando e mangiando da oltre 4 ore. E bevendo, anche. Cominciavo infatti a sentirmi su di giri, rilassato, sazio e...pronto per tornarmene a casa. Finito il capretto tutti gli ospiti si avviarono verso il cancello e salirono su un piccolo pulmino. Martin aveva infatti chiesto al suo autista di dare un passaggio agli ospiti. Io pero` rifiutai, dopo quel lungo pranzo e quella bevuta, quattro passi era quello che ci voleva. Salutai Martin e Margareth e feci per andarmene, quando uno degli ospiti abbasso` il finestrino chiedendomi -Ehi amico, non lo vuoi un passaggio? Perche`vai a piedi?-Probabilmente a causa della mia leggera ubriachezza pensai di dare una risposta impegnativa, cioe`provai a citare una frase presente in un bel libro di Enrico Brizzi: “L’uomo che cammina si adatta presto a un nuovo ritmo, del corpo e dei pensieri…Mentre cammino, penso, e i pensieri più spigolosi si levigano da soli. Per via dell’attrito. È una regola fisica”.
 Ma in quel momento di piacevole ebbrezza la citazione era troppo difficile da tradurre, cosi` optai per un breve e semplice proverbio tanzaniano: Tembea Uone, cammina e osserva.

http://www.youtube.com/watch?v=q8RjRquFIWA
http://www.youtube.com/watch?v=bgDMieMWSGs
http://www.youtube.com/watch?v=rRL8OKTzEq8



David Cameron e alcune notizie (parte 3)




Bambino-albino ritrovato (Peti siyame, Sumbawanga. Sunday News 26 febbraio 2012)
Juma kabeta, albino di 4 anni scomparso un anno fa e considerato morto e` stato ritrovato venerdi` scorso nei pressi della foresta adiacente al villaggio di Itunya, Mpanda distcrit, vicino al lago Tanganika. All`epoca della scomparsa Juma viveva con la nonna, Maria Elias, 61 e la sorella di 6 anni, anche lei affetta da albinismo. Il bambino era stato rapito da uno sconosciuto e le ricerche non avevano dato alcun risultato. Lo scorso venerdi` il bambino e` miracolosamente ricomparso. Accompagnato in ospedale per accertamenti, Juma e` in buona salute, a parte la malaria e alcuni piccoli tagli fatti da un rasoio da barba, probabilmente inflitti per raccogliere qualche goccia di sangue da utilizzare per riti magici. Dopo il ritrovamento molti curiosi sono accorsi per vedere il bambino ricomparso nel villaggio. Per ragioni di sicurezza il piccolo Juma, assieme alla sorellina e` stato trasferito presso l`orfanotrofio San Martin De Pores.




http://www.youtube.com/watch?v=4yU2XS1cXBA
 http://www.youtube.com/watch?v=GdthX65CMp4
http://www.youtube.com/watch?v=56Zx9B60I_8

venerdì

David Cameron e alcune notizie (parte 2)


L`EU cerca il rilascio dei due giornalisti Svedesi. (Argaw Ashine, citizen 18 febbraio 2012)
Una delegazione dell`EU, di cui la Svezia fa parte, ha incontrato il primo ministro Etiope Meles Zenawi per discutere il rilascio dei due giornalisti svedesi imprigionati dallo scorso settembre con l`accusa di terrorismo. Se a breve non ci saranno sviluppi positivi la delegazione EU minaccia di sospendere gli aiuti umanitari previsti. Secondo gli accordi gia` stipulati, tra il 2008 e il 2013, l`Etiopia ricevera` la somma di 644 milioni di euro dall`Europa. L`Etiopia e` il paese che riceve i maggiori aiuti economici dall`occidente. In cima alla classifica dei donatori ci sono gli USA con un miliardo di dollari l`anno.
http://www.youtube.com/watch?v=jf81kdTDOoQ

sabato

David Cameron e alcune notizie (parte 1)





All`indomani delle dichiarazioni del primo ministro inglese, in Tanzania e in altri paesi africani si e` scatenato il finimondo. I media hanno fortemente criticato le parole di David Cameron e sui giornali sono apparsi titoli inquietanti, abbastanza comici:

SODOMA E GOMORRA RISORGONO!

ABOMINIO ALL`ORIZZONTE

L`OCCIDENTE VUOLE INVERTIRCI!



Ma che cosa aveva detto Cameron di cosi` terribile?

Aveva detto che i paesi che non rispettano i diritti umani rischiano di non ricevere gli aiuti economici previsti. Aveva fatto riferimento agli omosessuali che in molti paesi africani vengono condannati alla pena capitale oppure messi in galera. (in Tanzania l`omosessualita` e` punita con 14 anni di carcere)

Chiaro che Cameron aveva fatto principalmente riferimento ai gay per suoi interessi politici (magari anche per non mantenere impegni economici presi in precedenza), ma le sue dichiarazioni sono comunque ragionevoli e condivisibili.

Da oltre 40 anni i paesi Africani riceventi aiuti non hanno fatto alcun miglioramento e i loro politici hanno divorato milioni di dollari senza realizzare nulla.

Nei giorni seguenti al “polverone”, dai giornali e dalla radio (in assoluto il media preferito dagli africani),  ho raccolto alcune notizie che offrono dei spunti di riflessione:

           

1-Konyagi, the spirit of the nation

Nella zona di Mbeya si registra un incremento del numero di sieropositivi. Si dice che l`aumento sia dovuto alla credenza che per evitare il contagio sia utile lavare i propri genitali con il cognac, prima e dopo l`atto sessuale, naturalmente.  I residenti di Mbeya raccontano che la moda del cognac e` stata introdotta dai camionisti, molto numerosi in quella zona di transito verso il Malawi e lo Zambia. -Sono loro che hanno introdotto la tecnica del lavaggio col cognac- Riferisce un residente- Pagano le ragazze 5-10000 shellini e le portano in cabina. L`altra terribile ragione nell`incremento della diffusione dell`HIV in alcune zone, e` la credenza che fare sesso con una creatura vergine sia una cura contro l`AIDS e un vaccino per  la prevenzione. Per questo, in tutto il sud dell`Africa si registrano molte violenze sessuali ai danni di bambini o addirittura neonati. (da un programma radiofonico trasmesso da est african radio)



2-Maasai leaders arrestati per aver umiliato un sacerdote.

La polizia ha arrestato tre leaders della comunita` masai, sono accusati di aver spogliato nudo un sacerdote e di averlo costretto a camminare per la strada deridendolo davanti alla folla. I masai lo hanno trattato in quel modo perche`il sacerdote si era permesso di criticare apertamente la pratica della circoncisione. (Peter Saramba. the citizen)



3-Analfabetismo

Secondo i dati del D.S. report del 2008, in Tanzania il 27.4% della popolazione al di sotto dei 15 anni era illitterata. L`analfabetismo risultava maggiore se si consideravano i disabili. Tra loro, il 47,6% non aveva ricevuto alcuna istruzione. (trafiletto del citizen)



4- La tradizione trionfa sulla legge

Centinaia di ragazze, molte di loro al di sotto degli 8 anni sono state sottoposte “alla procedura del coltello”, meglio conosciuta come FGM, female genital mutilation. L`evento, accompagnato da grandi festeggiamenti con tanto di colpi di fucile sparati in aria, si e` svolto a Kuria est e west district, Kenya. Sono passati 3 anni dall`ultima volta (la cerimonia avviene periodicamente, non ogni anno) cosi`un gran numero di ragazze e stata sottoposta alla FGM, tutte appartenenti al clan Bugambe e Burengi. Martedi scorso e` stato il culmine dei tre giorni di incessanti celebrazioni che hanno visto gli abitanti del villaggio festeggiare selvaggiamente con macete, lance e armi da fuoco. Centinaia di studentesse, passate attraverso il rito di iniziazione sono ora autorizzare ad essere scelte e sposate. Per questo molte di loro non proseguiranno gli studi. Mr. Mosese Chahacha, un insegnante delle elementari dichiara- L`educazione che ricevano a casa e come un`istruzione parallela a quella scolastica. Queste bambine imparano che dopo il rito diventano adulte e possono fronteggiare chiunque. Per questo sono molto difficili da disciplinare- Il difensore della pratica. Ma il sindaco del villaggio (il sindaco, un rappresentante dello stato, non un leader qualunque) Protrus Kohe, difende la pratica affermando che la costituzione keniana protegge le pratiche culturali delle varie etnie -il governo ci autorizza a circoncidere gli uomini, cosa che facciamo. Ora, se abbiamo iniziato il gruppo dei nostri ragazzi, non dovremmo anche fornire loro un adeguato gruppo di ragazze da sposare? L`evento non e` passato inosservato, e due donne circoncitrici sono state arrestate dalle autorita`. Ma i locali, soprattutto membri della comunita` KURIA hanno bloccato il veicolo della polizia domandando l`immediato e incondizionato rilascio delle due donne. I poliziotti, per evitare il linciaggio hanno dovuto sparare in aria. Successivamente la situazione e` deteriorata quando alcuni giovani, armati di macete (lunghi coltelli) hanno bloccato l`autostrada Kenya–Tanzania per alcune ore, protestando contro l`arresto. Il traffico e` rimasto bloccato e la situazione e` migliorata soltanto dopo ore di dura battaglia con la polizia. Anche l`intevento del Dc. James Magwe non e` servito a calmare gli animi. Il Dc. ha ribadito che la FGM e` illegale e che la legge deve essere rispettata.

FGM e` praticata in almeno 26 delle 43 nazioni africane, la cui diffusione varia dal 98% della Somalia al 5% del Congo. In Kenya, secondo i dati del kenyan demographic survey KDHS il 32% delle donne Keniane e` circoncisa. (Daniel Otieno, Daily Nation 8 dicembre)



5-Albino aggredito, le sue dita mozzate!

Adam Robert, 14 anni albino, lo scorso ottobre e` stato attaccato e mutilato con un macete (lungo coltello africano). L`aggressore, che sembra fosse d`accordo con il padre della vittima, e` fuggito col suo prezioso bottino, 3 dita mozzate della mano destra di Adam, attualmente ricoverato in ospedale. In tutto l`est Africa, in particolare in Congo, Burundi, Kenya, Tanzania  e Uganda, e` diffusa la credenza che alcune parti del corpo deli albinos, genitali, occhi, mani e piedi, conferiscano poteri magici a chi li possiede e assicurino ricchezza e prosperita`. (Richard Mgamba, Nipashe 18 dicembre)


6-Fluoro nell`acqua (scritta da me)
“Nella regione di Arusha l`acqua contiene un`eccessiva quantita` di fluoro. Specialmente nei bambini, questo puo` causare il danneggiamento dei denti e delle articolazioni, in alcuni casi anche il cervello puo` essere intaccato. I nostri filtri riducono la quantita`di fluoro fino ad un livello accettabile per il corpo umano. I filtri sono costruiti con ossa di animali, il miglior materiale in grado di assorbire il fluoro in eccesso senza pero`rimuovere alre sostanze come  calcio e magnesio..”.
La spiegazione di Rebecca mi era sembrata perfetta, semplice e sintetica. Sul palco, al suo fianco, un ragazzo aveva tradotto parola per parola, rendendo comprensibile a tutti i presenti l`argomento trattato. Per la popolazione locale non era certo una novita`sapere che l`acqua di quella zona conteneva troppo fluoro, ma la possibilita` di comprare un filtro ad un prezzo estremamente accessibile era senz`altro una nuova prospettiva.
Rebecca, una ragazza canadese, lavorava in un centro di ricerca che si occupava dello studio dell`acqua nella zona di Arusha. Era alle dipendenze di un europeo soprannominato profesa, un signore dall`aria un po` hippy che aveva sposato una bella donna Sudanese. Prima di andarsene, Rebecca mi aveva lasciato un depliant che spiegava il funzionamento dei filtri di cui aveva parlato quel pomeriggio.
L`unica nota negativa era che davanti al palco, gli spettatori erano stati veramente pochi, ne avevo contati trenta compresi i bambini e me.  L`argomento trattato era importante, ma siccome non c`era stato il potente impianto voce e nemmeno i preti che scacciavano gli spiriti maligni, l`evento non aveva attirato l`attenzione della gente. Per ripararmi dal sole ero andato a sedermi sotto una tettoia, dove stavano a discutere due uomini. Anche se da distante, avevano seguito il breve incontro, e adesso commentavano l`evento: ma chi e` questa che sale sul palco...con i jeans!? Se indossa i jeans, vuol dire che cerca un fidanzato africano ah ah! Sono anni che beviamo la nostra acqua, dovremmo forse smettere adesso? E comprare i filtri da un europeo?  Evidentemente quei tizi non consideravano il fatto che molti abitanti della zona soffrivano prematuramente di grave osteoporosi, cioe`avevano i dolori alle articolazioni verso i 25 anni. E poi,  avevano tutti i denti rovinati, a causa dell`eccesso di fluoro. Pero`, quei commenti impietosi non erano stati opera di ubriachi o emarginati, ma di due rispettabili insegnanti delle elementari del villaggio di Imbaseni. Per questo li consideravo l`evidenza del fatto che, aiutare l`Africa era una perdita di tempo, una strategia fallimentare che si era protratta per oltre 40 anni in tutto il continente. Invece di considerare il fatto che i filtri venivano costruiti con materiale locale e realizzati da lavoratori africani regolarmente stipendiati, quegli sciocchi preferivano soffermarsi sui jeans piu`che discreti di Rebecca.
Perche`?
Perche` secondo la legge tribale dei Meru una donna non dovrebbe indossare i pantaloni…

PS
In uno dei suoi libri, R. Kapushinski raccontava di un giornale sudafricano che negli anni `60 pubblicava la seguente notizia: …Per le strade di Durban apparvero gruppi di Zulu che inseguivano le donne africane con le labbra dipinte. Quando le acchiappavano toglievano loro il rossetto con la carta vetrata. Le mandavano via con i volti insanguinati e un cartello sulla schiena: VOLEVO SOMIGLIARE AD UNA DONNA BIANCA.

Ma oggi, a che punto siamo? Maledetto David Cameron…
http://www.youtube.com/watch?v=z59OEIjK7oU
http://www.youtube.com/watch?v=7faZfUKlbsk&ob=av2n
http://www.youtube.com/watch?v=IsfWvnE4njs

martedì

La biblioteca, una storia africana (una su un milione...)






E` per me una grande fortuna avere quella biblioteca nelle vicinanze. Oltre ad alcuni giornali che vengono acquistati settimanalmente, ci sono moltissimi libri recenti, tutti provenienti dagli Stati Uniti. Libri usati, ma in ottimo stato, come nuovi. Cosi`, alla biblioteca ci vado 2-3 volte la settimana e in breve tempo sono diventato fan di Michael Connelly e del suo Harry Bosch, il poliziotto col pallino dei casi irrisolti.
Edificata nel 2009 da un americana di nome Debra che vive in Tanzania, la biblioteca e` la perfetta immagine del lavoro svolto dalle NGO straniere in Africa. Si tratta di un investimento sproporzionatamente grande rispetto alla realta` esistente.
Di seguito, ho provato a fare una sintesi della situazione:
1-I libri negli scaffali sono tutti in inglese, ma gli abitanti di Imbaseni che lo parlano sono pochissimi; purtroppo molti di loro sono illitterati.

2-In tutta la nazione non esiste una biblioteca di qualita` paragonabile a quella di Imbaseni. Non a Dodoma ( la capitale), non a Dar Es Salaam e nemmeno ad Arusha. Lo so perche` le ho visitate personalmente piu` volte.

3-Secondo quello che c`e`scritto nel volantino presente all`entrata, il budget della biblioteca e` di 15000 dollari l`anno. La cifra serve  coprire le spese di manutenzione e a pagare gli stipendi di 5 dipendenti. Anche questo mi sembra una follia visto che tutto il denaro in questione proviene dai donatori, e la struttura non ha nessun elemento di autonomia (ad eccezione di un piccolo pannello solare sul tetto) Questo significa che se domani i donatori si stancassero di aprire il portafoglio la biblioteca smetterebbe di funzionare.

4-Secondo gli standard tanzaniani, 15000$ e` una bella cifra, basterebbe a pagare lo stipendio annuale di ben 25 insegnanti di una qualiasi scuola elementare statale.

5-La gestione della biblioteca e` carente. Dei 5 lavoratori assunti (numero esagerato), soltanto la donna delle pulizie fa il suo dovere. Gli ambienti sono puliti e curati, giardino compreso. Ma gli altri 4 non fanno nulla. Se ne stanno seduti dietro la scrivania a chiaccherare oppure a perdere tempo su facebook, visto che hanno a disposizione 3 portatili (che dovrebbero essere per gli utenti della biblioteca), anche questi provenienti dai donatori.
Sono pure razzisti perche` una volta ho chiesto loro di poter usare internet per 5 minuti, volevo leggere la notizia della nave italiana affondata, quella di VADA A BORDO CAZZO! Loro pero`, dopo aver guardato il pavimento per un po`, mi hanno risposto -tu europeo, non potresti andare in un internet cafe`, abbiamo del lavoro da fare qui- una risposta abbastanza scortese se si considera che l`internet cafe` piu` vicino si trova a 6 km di distanza 2,5 a piedi e poi 3,5 con l`autobus (MA VA CIAPA` I RATT)

6-Continuando sulla gestione carente: quando vuoi prendere in prestito un libro, gli impiegati, non fanno nemmeno lo sforzo di compilare il registro. Te lo sbattono li sul tavolo, te lo devi aprire e compilare da te, quel quadernone sudicio e indegno di essere considerato un documento ufficiale di una biblioteca. Durante la compilazione (come prima e dopo, ovviamente) gli impiegati non smettono mai di farsi i fatti loro.

7-Le cose vanno diversamente quando Debra, la fondatrice, passa di li. Allora i grandi lavoratori scattano sull`attenti e rispondono cortesemente agli utenti.

8-Jifundishe, il nome della biblioteca o non so, del progetto, in swahili significa impariamo da noi, un bellissimo nome per un progetto del quale mi rendo conto di essere il maggiore beneficiario. Ieri ho controllato il registro dei libri presi in prestito e sulla colonna di sinistra c`e` ripetutamente scritto soltanto il mio nome.

9-Chissa` che cosa penserebbero i donatori americani se sapessero che i loro magnifici romanzi (per adesso) sono letti soltanto da un muzungu italiano, un tizio che si aggira da qualche parte...in Africa.

10-La biblioteca e`fantastica, un paradiso. Il giardino e`confortevole e ombreggiato da alcuni grandi e bellissimi alberi. Ogni mese arrivano libri nuovi e anche riviste abbastanza recenti di National Geographic (con uno scarto di 4-5 mesi).
In questi giorni sto leggendo The Lincoln Lawyer (certo, e` un altro di Michael Connelly), la storia di un avvocato di Los Angels, Mr. Haller. Nella storia, questo Haller dice che la piu`grande sfiga che puo` capitare ad un avvocato e` quella di dover difendere un uomo veramente innocente. Perche`, se le cose andranno male e l`innocente andra`a finire in galera, la vita dell`avvocato sara` fottuta per sempre.


-The law was not about the truth. It was about negotiation, amelioration, manipulation. I didn`t deal in guilt and innocence, because everybody was guilty. Of something. But it didn`t matter because every case I took on was a hause built on a fondation puored by overworked and underpaid laborers. They cut corners. They made mistakes. And then they painted over the mistakes with lies. My job was to peel away the paint and find the cracks. To work my fingers and tools into those cracks and widen them. To make them so big that either the house fell down, or failing that, my client slipped trought. Much of society thougth of me as the devil, but they were wrong. I was a greasy angel. I was the true road saint. I was needed and wanted. By both sides. I was the oil in the machine. I allowed the gears to crank and turn. I helped keep the engine running- Tratto da The Lincoln Lawyer, Michael Connelly.



http://www.youtube.com/watch?v=oP_14rtswaU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=AdVdCI5avHI

sabato

Shoprite e dintorni



I want a thousand guitars
I want pounding drums
I want a million different voices speaking in tongues (B.S. Radio Nowhere)

Qualche giorno prima a Dar Es Salaam c`era stata un`alluvione. Una cinquantina di morti, centinaia di feriti, migliaia di sfollati. Gli argini dei fiumi e i canali di scolo non avevano retto e l`acqua aveva letteralmente inondato molte zone residenziali e sovrafollate della citta`. Alcuni anziani residenti dichiaravano di non aver mai visto una situazione del genere negli ultimi 30 anni, ponti distrutti e case sommerse fino al tetto.

Ad Arusha invece, dove mi trovavo quel venerdi mattina, la situazione era ben diversa. La siccita` aveva messo in ginocchio gli agricoltori che adesso si rivolgevano agli stregoni per salvare il raccolto. Tutti speravano che le grandi piogge di Dar Es Salaam salissero fino al nord e portassero un po`di sollievo. Solitamente andavo ad Arusha il meno possibile. La citta` era brutta, sporca, ed era stata classificata tra le prime 10 peggiori del mondo, una top ten di tutto rispetto visto che era stata pubblicata dall`autorevole Lonely Planet, l`editrice delle guide per viaggiatori-zaino-in-spalla. Nonostante cio`, oltre ai turisti che volevano andare nel Serengeti a vedere gli animali, Arusha attirava molti stranieri, cioe` i lavoratori delle NGO che seguivano l`inarrestabile El Dorado, il flusso di soldi proveniente dai paesi donatori, e anche imprenditori, soprattutto indiani, arabi e cinesi. L`edilizia e la cementificazione senza regole (e senso estetico) era il grande business.

Quella mattina mi trovavo in citta` perche`non avevo altra scelta, cioe` dovevo comprare una muta di corde per la mia chitarra acustica. Cosi`, dopo aver schivato i soliti collosi venditori di armi masai, pitture rupestri e chissa` cos`altro -don`t need to buy none of your gold chains today- arrivai nel complex dello shoprite, dove appunto si trovava il negozio di strumenti musicali. Era il 23 dicembre e c`erano addobbi dappertutto, alberelli e gingilli di ogni genere che cercavano di ricreare l`atmosfera natalizia in un paese tropicale. Una missione non facile, pensavo...Improvvisamente, un rumore assordante attiro` la mia attenzione: si trattava di un camion con il logo della vodaphone che sostava davanti al cancello del complex. Sul cassone si esibivano due ballerine e un ragazzo annunciava al microfono l`ennesima promozione telefonica. Dalle casse dell`impianto audio usciva la solita orrenda musica hip-pop, rap afroamericano, cioe` musica brutta per ascoltatori idioti. In alternativa a quella spazzatura c`era la straziante e lamentosa voce di Bob Marley”Buffalo soldiers..OHI OHI OHI...”

Nel corso degli anni avevo imparato a difendermi da quella robaccia. La mia strategia era che ogni volta che avvertivo nelle vicinanze la presenza di quella monnezza, tiravo fuori il mio mp3 e, come antidoto, ascoltavo una qualsiasi traccia della mia library. Poteva essere Robben Ford, Eric Clapton, Elio e le storie tese, Tommy Emmanuel, Davide Peron, Zucchero, BBking, Timoria, Battiato, Nguyen Le`, Dave Matthews Band, Stefano Bollani, Negrita, Ennio Morricone, Negramaro...Quel gesto, al quale attribuivo un significato quasi religioso, era diventato consuetudine. Pero`, quando indossavo le cuffie e premevo play mi rendevo conto di essere un po` folle, perche` davvero pensavo che la voce rock di Bruce Springsteen avrebbe riportato la luce in mezzo a quelle tenebre.

Dopo la “disintossicazione”entrai nel negozio e comprai le corde. Il gestore, Mr. Mapunda mi disse che era appena tornato da Dubay dove aveva acquistato tutto quello che si vedeva nel negozio: principalmente mixer, casse, tamburi e chitarre, tutto rigorosamente made in china. La merce non era male, i prezzi pero` mi sembravano esagerati. La chitarra classica piu` economica, senza custodia veniva 90$, mentre in Italia si poteva tranquillamente trovare a 30-40euro. -I prezzi  salgono, tutto aumenta!- Disse Mapunda in risposta alla mia osservazione -per andare a Dubay ho speso 700$, pero` che fantastica citta`, strade, elettricita`, acqua pulita, grattacieli, che paradiso! E ci sono tanti soldi, affari per tutti. Il mondo e` a Dubay!- Mapunda mi disse anche che voleva ampliare il negozio e utilizzare una stanza per aprire una scuola di musica, mi avrebbe offerto un lavoro ad un compenso ragionevole.

Uscito dal negozio, mentre leggevo un messaggio sul cellulare e pensavo ancora ai  lussuosi palazzi di Dubay, incontrai un tale di nome Jangala. Questo Jangala non e`che lo conoscessi veramente, un po` di tempo prima lui mi aveva fermato per strada, si era presentato come rappresentante della vodaphone e aveva provato a vendermi un blackberry. Cosi`,avevo capito che il suo vero lavoro era quello di piazzare merce rubata, un`occupazione abbastanza comune da quelle parti. Tuttavia, siccome questo Jangala era alto 2metri e abbastanza educato, non l`avevo mandato a quel paese, quella volta me l`ero tolto di torno con un paio di battute.

-Oh amico come stare, io trooppo contento di vederti!- Parlava un po` italiano perche` aveva lavorato come guardiano notturno in Kenya, in un albergo di Malindi -Ah io trooppo contento in questi giorni perche` ho fidanzata americana! Lei moolto grassa, grassissima, piace tanto fare amore con me! Tutti i giorni! Guarda sua foto in mio telefono- effettivamente la ragazza era carina di faccia, ma piccolina e molto molto abbondante, non meno di 150kg, pensai. Feci per andarmene, ma quello insisteva -Amico italiano, io ti conosco, ti ho visto qui in giro, tu piace Africa! Tu camminavi con bella ragazza nera la settimana scorsa. Io adesso voglio tu trovi vera fidanzata africana. Si, io ti presento mia amica. Io conosco lei e sua famiglia, lei idossare velo perche`mezza indiana. Suoi genitori molto ricchi, suo padre ogni tanto fa indossare lei una cavigliera d`oro! Dai organizziamo un pranzo, io te e le nostre ragazze!

-ok Jangala, ci sto`-dissi incuriosito dal particolare della cavigliera. - la tua proposta e` interessante, presentami la tua amica e andiamo a mangiare una pizza.- (Non so perche`, ma quella storia mi ricordava...un film erotico che avevo visto circa 20 anni fa! A casa di un mio amico, grande esperto di quel genere cinematografico. Adesso mi sfugge il titolo del film, ma mi ricordo che c`era Rocco che dopo un lungo viaggio in Asia si faceva una regina...)

-Aspetta, aspetta amico, ho un`altra cosa da mostrarti, una cosa segreta, tu pero` non devi dire a nessuno – si avvicino` e mi porse il telefonino. Mi aspettavo di vedere una donna nuda oppure un video della sua amichetta cicciona...invece no! La foto ritraeva un`immagine probabilmente scaricata da internet, un teschio addobbato con il velo e la falce, la classica raffigurazione della morte... ma per puro caso sapevo che non si trattava di cio`: l`immagine si riferiva a Holy Death o meglio conosciuta come la Santa Muerte.

La settimana precedente, alla biblioteca di Imbaseni avevo trovato una rivista di National Geographic del maggio 2010, e avevo letto un reportage che parlava appunto della Santa Muerte. Un vero e proprio fenomeno sudamericano che coinvolgeva decine di migliaia di seguaci. La Santa Muerte e` oggi considerata una specie di Padre pio o Madonna di Lourdes, la protettrice dei peggiori peccatori, l`ultima ancora di salvezza dei senza causa. Non si tratta di una moda passeggera dei giovinastri appartenenti alle varie gang criminali, ma di un vero e proprio culto con tanto di sacerdoti e chiese. L`origine del fenomeno e` incerta, alcuni dicono provenga dagli Yoruba (etnia nigeriana, l`origine sarebbe quindi africana) altri invece la collocano nella tradizione hispanica-colombiana. Nell`articolo del National Geographic, un detenuto messicano che aveva la Santa Muerte tattuata nel braccio diceva piu` o meno cosi`- La santa muerte e` sempre con te, non ti lascera` mai. Mia madre mi ha detto che se un giorno dovessi uscire di prigione non dovro` piu` tornare a casa o incontrare alcun mio familiare. Ma nonostante tutti i miei peccati la Santa Muerte sara` sempre con me e mi proteggera`, perche` lei avra` bisogno di me un giorno- Quello della Santa Muerte era soltanto uno dei nuovi culti che imperversava in America latina, terra di smisurata crescita economica, sanguinarie guerre tra narcos e, naturalmente, poverta`. Un altro culto molto popolare era quello di Jesus Malverde, detto il narco-santo, un fuorilegge leggendario, un Robin Hood che un centinaio di anni fa fu impiccato della polizia messicana. Anche per questo Malverde venivano edificate chiese e santuari. Probabilmente, la ragione dell`ossessionante  ricerca di santi protettori stava nel fatto che da quelle parti, la vita era veramente dura e si tirava a campare tra mille difficolta`. Come in Tanzania del resto, dove invece di pregare el Malverde si interpellavano gli stregoni e gli antenati.

Jangala mi disse che teneva la foto della statuetta nel telefonino come reliquia, il corrispettivo del santino nel portafoglio. -Io sono cristiano!- aggiunse in tono quasi difensivo- Prego Dio tutti i giorni, ma anche la Santa Muerte perche` mi protegge nella strada ed esaudisce i miei desideri, perche` sono desideri positivi! E` merito suo se ad esempio ho incontrato la mia fidanzata americana! Eh Si! Anche tu amico italiano dovresti pregarla qualche volta. Tu bravo! Io gia` visto! Dai, prova a pregarla qui davanti a me  ed esprimere un desiderio!-

Cosi`, per stare al gioco, e soprattutto per levarmi di torno quel Jangala-negro-alto-2 metri, alzai le braccia al cielo, come di solito fanno gli africani in chiesa. Guardai verso il cancello dello shoprite e vidi che c`era ancora nei paraggi il camion della vodaphone che sparava a tutto volume la musica-spazzatura...non ci pensai due volte e dissi -Oh La Santa Muerte, per favore, proteggimi dall`orrendo hip-pop e dalla straziante e lamentosa voce di Bob Marley!- non feci in tempo ad abbassare le braccia...che la musica-spazzatura era scomparsa! Non credo per effetto della Santa Muerte, ma perche`una macchina aveva tamponato violentemente il camion, e il generatore che faceva funzionare l`impianto audio era rovinosamente finito sulla carreggiata. Una piccola folla si era gia` radunata li intorno e discuteva le responsabilita` dell`incidente. Facendomi il segno della croce due volte, salutai Jangala-negro-alto-2metri, dopo avergli promesso che il giorno seguente ci  saremmo incontrati e avrei conosciuto la ragazza dalla cavigliera d`oro.

Poi, entrai nel supermercato dello shoprite, almeno li ero al sicuro e non sarei stato braccato da  altri scocciatori. Non avevo nulla da comprare, ma alla fine, gironzolando tra gli scaffali, presi qualcosa per sistemare il gargaroz: una Guinness ghiacciata, un panin, 2mars, 2kit-kat, e 2bounty. Dubbioso mi chiedevo se tutta quella roba in colpo solo non mi avrebbe fatto male...

Ma no, che diamine...era Natale!



http://www.youtube.com/watch?v=MtrOYsNCPmg

lunedì

Aspettando che l`acqua si muova



La sua voce era terribile, inascoltabile, al limite della sopportazione. Anche le casse dell`impianto audio sembravano non tollerare quelle frequenze quasi disumane che andavano oltre qualsiasi pezzo di musica Death Metal (senza offesa per la musica Death Metal). Eppure davanti a lei c`era una folla numerosa che ascoltava attentamente e si faceva coinvolgere. Con una voce che sembrava salire dalle viscere dell`inferno inizio`il suo sermone: sono venuta per dirvi che...il demonio non vincera`! Il signore mi ha inviato qui per dirvi che...le vostre catene saranno spezzate e sarete liberi! Gesu`Cristo Gesu`Cristo Gesu`Cristo... Lei gridava versi dell`antico testamento e agitava le braccia. La folla esultava oppure taceva impaurita. I piu` coraggiosi, si recavano sotto il palco per farsi toccare e per ricevere una particolare benedizione. Lei  allora afferrava il soggetto per il cranio e urlava una preghiera che veniva diffusa dal microfono e dalle casse dell`impianto. Adesso era il turno di una giovane ragazza. Quasi subito quella si mise a piangere e strillare, poi cadde a terra priva di sensi. La folla allora commentava: Guardate! I peccati, i suoi peccati l`hanno fatta cadere!
Non era la prima volta che assistevo a quelle esibizioni. Si trattava dell`ennesimo incontro di preghiera organizzato dalla chiesa pentecostale. Sarebbe durato una settimana, e cigliegina sulla torta, quei ministri di dio, cosi` si definivano gli organizzatori dell`evento, avrebbero alloggiato nella casa accanto alla mia. Da un lato ero disturbato dalla loro presenza perche`sapevo che erano personaggi un tantino intrusivi e soprattutto rumorosi, ma ero anche curioso di vedere da vicino quegli strani predicatori, avrei potuto conoscerli e magari discutere con loro, cioe`divertirmi a controbattere un po` le loro presuntuose convinzioni. Mi aspettava una settimana di urla, strilli, esorcismi e  presunte guarigioni.
Il protagonista principale di quella farsa religiosa era Wilma, (disturbo di personalita` borderline con marcati tratti antisociali) una signora che veniva da Morogoro, una citta` storicamente sede di molte missioni cristiane, fin dai tempi del colonialismo tedesco. Conobbi Wilma e i suoi collaboratori il giorno successivo al loro arrivo. Avevano appena terminato la loro prima celebrazione e adesso si apprestavano a rientrare in casa, per riposare e fare una chiaccherata con me, come aperitivo prima di cenare. Dopo le presentazioni mi chiesero che cosa pensassi dell`incontro al quale avevo assistito, e io,  dopo una veloce analisi della situazione, risposi semplicemente...bello!  perche`certamente non avrei potuto dire che secondo me erano un gruppo di pazzi che aizzavano la folla e usavano la religione per erigersi sulla povera gente.
Pastor Nanyaro, uno dei ministri, infilandosi ripetutamente le dita su per il naso oral-nasal-no-stop mi illustro`l`intento dei loro incontri:
E` risaputo che in questa zona ci sono molte persone che praticano l`uchawi, la magia diabolica. Usano le forze soprannaturali per colpire i loro vicini, per danneggiarli. La tribu` Meru ha sempre utilizzato queste pratiche.  L`unico potere in grado di fronteggiare l`uchawi e`lo spirito santo, ma deve essere utilizzato in un certo modo...e noi sappiamo come fare, ce ne intendiamo bene di soprannaturale! Ah ah! Per questo siamo qui, per fare una bella pulizia! La spiegazione di Nanyaro era la prova di quello che era successo nell`Est Africa intorno al 1920. All`epoca, il risentimento nei confronti dei colonizzatori era in aumento, e gli africani avevano iniziato a ribellarsi. La nascita di una chiesa indipendente era stata una delle prime espressioni del rifiuto dei coloni. Le nuove chiese africane, in opposizione al volere dei missionari europei, rifiutavano di abbandonare i riti e le credenze tribali, e mescolavano un po`di questo e un po`di quello, come la poligamia, l`uccisione di animali in sacrificio, e l`immancabile ossessione per gli spiriti maligni. Una sorta di chiesa personalizzata, in modo per marcare la propria diversita` nei confronti dell`uomo bianco.
Guardandoli da vicino pero`, quei signori ben vestiti e  troppo profumati, mi facevano pensare ad una versione africana di Jimmy Swaggart, il tele-predicatore americano piu` famoso del mondo, quel tizio che dopo aver raggiunto l`apice del successo (e della ricchezza personale) era stato travolto da uno scandalo che lo vedeva evasore fiscale e assiduo frequentatore di prostitute troppo giovani. Conoscevo Jimmy Swaggart perche`avevo visto i suoi dvd in vendita in alcuni negozi di Arusha. Mi era stato detto che i suoi sermoni erano fonte di ispirazione per molti pentecostali africani, cioe`le sue prediche venivano tradotte e copiate in lingua swahili. Parladone con i ministri di dio seduti accanto a me, venne fuori che anche loro lo conoscevano e lo amavano: Oh Jimmy Swaggard! Certo che lo conosciamo, e` un grandissimo oratore ed e`ancora considerato il numero uno. E nessuno sa parlare alla folla come lui. Dopo lo scandalo e` tornato in televisione per ammettere in pubblico la sua colpevolezza, e tra le lacrime ha chiesto scusa. Oggi partecipa a qualche programma radiofonico, ma sicuramente non gode della stessa fama che aveva negli anni ottanta...
Il caso volle che uno dei predicatori avesse con se un dvd del vecchio Jimmy, cosi` non esito`metterlo nel suo computer portatile. Mi sistemai nel divano, pronto per la proiezione. La traccia proposta s`intitolava Aspettando che l`acqua si muova. Un titolo perfetto per gli africani, pensavo, che invece di aspettare i movimenti dell`acqua avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche e sistemare le scuole, le strade e magari anche le fontane, visto che spesso perdevano acqua, alla faccia della tremenda siccita`e della conseguente crisi alimentare. Riflettevo sul fatto che, se da un lato la chiesa aveva indubbiamente fatto e aiutato e costruito molto per l`Africa, dall`altro diffondeva messaggi che proponevano la passivita` e l`attesa. E gli africani eseguivano alla lettera: non lavoravano, si riposavano sotto le piante, in attesa che le loro mogli preparassero il pranzo, aspettando che l`acqua si muova.
Ecco che il vecchio Jimmy iniziava il suo monologo: Apriamo la bibbia al capitolo 5 di Giovanni. Il capitolo riporta un bellissimo racconto. Ho scelto questo racconto perche` secondo me definisce, chiarisce com`e` l`umanita` oggi, inclusi voi e incluso me! Dovete sapere che, a Gerusalemme, presso la porta delle pecore, c`e una vasca chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero di  infermi,  ciechi, zoppi e storpi i quali aspettavano l`agitarsi dell`acqua, perche`un angelo, in determinati momenti, scendeva nella vasca e agitava l`acqua. E il primo che vi scendeva dopo che l`acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito...Avete capito? Siamo in una piazza di mercato, in mezzo alla gente comune. Gesu` si reco` in quel misero luogo dove giacevano tutti qui malati, quegli infermi, quei sofferenti...e non nelle ricche grandi cattedrali dell`occidente! Mi avete sentito? Non in quei luoghi di culto pieni d`oro e argento! Mi avete sentito?
La visione del dvd fu temporaneamente interrotta quando un altro ospite entro` in casa. Si trattava di una giovane madre col suo bambino. Disse che aveva bisogno di un incontro privato con Wilma, al fine di guarire lei e suo figlio da una malattia. Allora, mentre io premevo ancora play e con gli altri ospiti continuavo col Jimmy Swaggart, Wilma,  che adesso indossava un paio di occhiali a specchio che la facevano sembrare ancora piu` pazza, assieme all`ospite si diresse in un altra stanza, dove dopo pochi attimi iniziarono le urla e i pianti isterici del bambino che era evidentemente terrorizzato.  Sapevo cosa stavano facendo, quindi non mi preoccupavo e la prendevo alla leggera, anche se dentro di me disprezzavo quei predicatori che invece di aiutare le proprie comunita`, diffondevano ignoranza e le proprie paure. Il paradosso era che erano in buona fede, cioe` pensavano che davvero strillare addosso alle persone fosse la cosa migliore da fare per guarire una malattia. Ma intanto ascoltavo Jimmy Swaggart che proseguiva il suo sermone: La chiesa di Gesu` non puo` confinare se stessa in quattro mura! Non importa quanto siano comodi i posti a sedere o quanto elaborato sia l`impianto audio. Dio non ha mai inteso che ce ne stessimo seduti a pregare e a discutere di dottrina, egli ha messo a disposizione la sua potenza, lo spirito santo!...Amica, se tu di domenica vai in chiesa per mostrare il tuo nuovo cappellino e il tuo vestito nuovo stai perdendo il tuo tempo! Amico, se tu vai in chiesa per discutere di affari con altra gente e stipulare nuovi contratti e mostrare il tuo abito firmato stai perdendo il tuo tempo!...Adesso vorrei esaminare un altro passo della nostra lettura. Al versetto 14, dopo averlo guarito, Gesu` disse all`infermo va e non peccare piu`, che non ti accada di peggio! In un modo che non ci e`rivelato, fa capire che il peccato era la causa di quell`infermita`, altrimenti Gesu` non avrebbe detto quelle parole...  
Nel frattempo notai che alcune persone si erano avvicinate alla casa, probabilmente incuriositi da quelle strane grida, si mettevano in fila perche` anche loro volevano un incontro privato. Wilma pero`, al termine della seconda preghiera-esorcismo disse che il suo tempo era terminato e che avrebbe continuato il giorno successivo. Anche il sermone di Jimmy Swaggart era finito, cosi`approfittai per andarmene da quello che, quel pomeriggio, a tutti gli effetti mi era sembrato un luogo di tenebra. Ridacchiando, pensai che mi mancava soltanto di incontrare il folle Kurtz (*) e di sentire le sue ultime e disperate parole: l`orrore, l`orrore...Per rinfrescarmi i pensieri allora, andai a passeggiare fino al fiume del villaggio di Leray. Una volta arrivato vidi che le grandi piogge ne avevano trasformato forma e aspetto. L`acqua adesso era abbondante e ricopriva completamente le pietre nel fondale. Il rumore prodotto della corrente sovrastava ogni altro suono. Le piante erano tornate ad essere verdi e rigogliose, e alcuni grossi volatili se ne stavano appollaiati sui rami, immobili e attenti.
Ero sereno e potevo tornarmene a casa.
Almeno quella era Africa.   

(*)personaggio del libro Cuore di Tenebra

http://www.youtube.com/watch?v=b7Ta74EJAz8&feature=related